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Napoli-Sassuolo 3-1. Le pagelle degli azzurri: Insigne merita l’Oscar, Higuain si candida per il Nobel. Bentornato Callejon

Gonzalo HiguainE’ ufficiale: il Napoli sfrutta il pareggio dell’Inter a Bergamo e si mette a +4, per quello che risulta il primo allungo serio, per risultati ed essenza, del campionato di Serie A. La partita era iniziata nel peggiore dei modi, ma una squadra di campioni può anche soffrire e ribaltare con addirittura 3 gol. Da Sassuolo a Sassuolo le cose sono cambiate, e ormai sono sotto gli occhi di tutti. E la felicità è accessibile al mondo intero, con l’aiuto delle orecchie: i tifosi in festa dal 80′ sono la parte più bella dello sport. Andiamo a vedere le pagelle di Napoli-Sassuolo, la partita che ha sancito la magnificenza della squadra di Sarri.

Reina 6,5 – Incolpevole sulla rete del vantaggio iniziale neroverde, siglata con una bomba centrale da Falcinelli forse proprio per la paura di dover affrontare il portiere spagnolo. Con i piedi è sempre spettacolare e lo dimostra ancora una volta stasera. Più tardi (28′) illumina il San Paolo con una parata pazzesca su un tiro di Politano dai 25 metri destinato a finire la sua corsa nell’angolino destro dell’arco azzurro. Nel secondo tempo fa correre un brivido quando fine di intervenire con le mani su un cross, salvo poi aprire le braccia per lasciar scorrere il pallone fuori. Ma lui può tutto, e i tifosi, divertiti, approvano. La pazzia allo scadere, di scuola Neuer, se da una parte spaventa lo stadio, dall’altra col senno di poi, diverte la piazza napoletano. – IMPERATORE –

Hysaj 6,5 – E non “7” solo perché non arriva quasi mai sul fondo a crossare. Ma il lavoro che svolge l’albanese sarebbe da premiare con una statua al centro della città. O anche con un’onorificenza al merito, perché quando lotta così c’è solo da rimanere ogni volta basiti. Peccato che sia albanese e non italiano: alla Nazionale nostrana, uno così, farebbe comodo, eccome. – CAVALIERE DEL LAVORO -.

Raul Albiol 6 – Inizia con l’handicap la prova dello spagnolo: il fallo da rigore su Sansone è una doccia gelata che fa ghiacciare il San Paolo. E anche lo spagnolo un po’ ne risente. Ma se nasci campione prima o poi ti riprendi e inizi a giocare con disinvoltura, senza commettere altri errori e con la sicurezza di chi in vetta ha deciso di piantarci le tende. Imposta come al solito come un regista di centrocampo indietreggiato (in fase di iniziazione della manovra ha la stessa importanza di Jorginho) e non concede niente agli avversari. – ARABA FENICE –

Chiriches 6,5 – Perché sostituire Koulibaly non è mai facile, ma il romeno si destreggia alla grande per tutta la durata del match. Il centrale “di scorta” viene mandato in campo per concedere al senegalese di godersi il suo primo pomeriggio da papà, e mette in bella mostra sin da subito le sue qualità di difensore dai piedi buoni. E’ sia utile che dilettevole allo stesso momento, non rischia mai e si concede più di uno scambio nello stretto di ottima fattura. – ORDINE –(Dal 67′ Koulibaly -)

Ghoulam 6,5 – Disciplina e corsa al servizio di Sarri. Al terzino algerino va dato il merito di aver provato, per primo, a rispondere al vantaggio iniziale del Sassuolo, con una bella conclusione dalla distanza che ha impensierito Consigli. Ci ha provato addirittura di destro, più tardi, intorno alla mezz’ora. I suoi movimenti in tandem con Insigne sulla sinistra hanno il rintocco degli ingranaggi dei migliori orologi svizzeri. E per lui che di elvetico ha ben poco, questo dato rappresenta una doppia soddisfazione. – ROBOT –

Allan 7 – Superarlo è davvero un’impresa impossibile. Si narra che anni fa ci abbiano provato in cento a spostarlo, ma niente da fare, quando si mette in testa di interdire non ce n’è per nessuno. La grinta portata nel gruppo azzurro dal centrocampista carioca è uno spot per la vita, prima ancora che per lo sport. Quando lo si vede giocare si intuisce che in ogni istante la nostra esistenza può essere trasformata in qualcosa di grande. In qualcosa come le sue giocate. – HIGHLANDER –

Jorginho 8 – Come il suo numero, il centrocampista brasiliano merita sempre questo voto. E’ il miglior giocatore “silenzioso” in campo, o meglio, il più importante e il meno appariscente. Come una bella donna, non ha bisogno di esagerare con il trucco: Jorginho resta bellissimo in tutta la sua semplicità. E’ costantemente rivolto con gli occhi al pallone, sembra quasi attratto dalla sfera, e lo si nota anche dal modo in cui la tratta. Detta i tempi della squadra, ma poi è lì pronto per chiudere le mura del centrocampo. – STEVEN SPIELBERG –

Hamsik 7,5 – Grinta e classe per lui sono parte del DNA. L’assist con il quale manda Higuain verso il 2-1 è una prelibatezza del gioco del calcio. Quando è in serata, sembra quasi giocare da “onnisciente”: ha già visto tutto il film della partita e si regola di conseguenza. Nel secondo tempo imbraccia il martello e va a fare la legna insieme ad Allan, sacrificandosi da vero campione per il bene del primo posto. Sarà anche banale, ma per lui c’è una sola definizione, ed è la seguente. – CAPITANO – (Dal 86′ David Lopez s.v.)

Callejon 7 – Che bellezza vederlo tornare al gol dopo 26 partite. E che gol, di importanza vitale, con un taglio da killer in mezzo all’area neroverde. Nessuno si aspettava quel movimento, eppure lui è riuscito a pensarlo e a renderlo materia in una frazione di secondo. Ci riprova, ma si fa apprezza soprattutto con i movimenti meccanici disegnati dall’ingegnere con il mozzicone in panchina.  – SPEEDY GONZALES –

Higuain 7 – Un po’ nervoso l’argentino, forse per lo svantaggio iniziale che condiziona l’avvio di gara dei suoi. Litiga con tutti, pizzica in fuorigioco i guardialinee che gli sventolano puntualmente la bandierina quasi come nel Far West si estraevano le pistole nei duelli a fuoco. Quando poi si tranquillizza, esce fuori il fuoriclasse che tutti conoscono. Prima della gara era diventata un tormentone la frase “Higuain non ha mai segnato al Sassuolo”. Lui allora si è rimboccato le maniche e ha subito sistemato le cose, cancellando il dato statistico e gli avversari con il gol decisivo del match. Già, “decisivo”, un aggettivo che gli calza a pennello come fosse un vestito fatto dal miglior sarto dell’universo. E il secondo gol personale? E’ una delizia che squarcia il cielo di Napoli. Una sola cosa: 20 SU 20

Insigne 8 – Man of the match, hombre del partido. Lorenzo si diverte sul prato del San Paolo come un bambino al parco giochi. Tunnel e sterzate, tiri che lambiscono il palo e infine l’assist, delicato ma spietato, per il primo gol di Callejon. E’ diventato in pochi mesi il numero 10 che mancava alla città da troppe decadi. E finalmente Napoli abbraccia il suo figlio più bello e innamorato. – OSCAR – (Dall’67’ Mertens 6 – Si diverte a tenere il possesso palla e a prendere falli)

 

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