Sarri: “Higuain sta diventando quello che ho sempre pensato”. Mancini: “Per la sciarpa dammi…”

Sarri Mancini

Stavolta la sfida tra l’allenatore del Calcio Napoli, Maurizio Sarri, e quello dell’Inter, Roberto Mancini, era a distanza, eppure al termine delle loro rispettive sfide contro Sampdoria e Carpi uno dei lite motive dei post gara è stato proprio quanto accaduto tra loro in queste ultime ore, con il tecnico ex Galatasaray che ha donato una delle sue classiche sciarpe al collega tanto bistratto in settimana.

Molto più distesi stavolta, dunque, i toni tra i due allenatori tanto che c’è stato addirittura il tempo di fare qualche battuta, con una richiesta davvero “indecente” da parte di Mancini: “La sciarpa che ho regalato a Sarri me l’hanno portata quelli delle Iene. E’ una sciarpa con la preghiera del Padre Nostro in tutte le lingue del mondo. Una cosa che ho fatto per beneficenza, visto che il ricavato delle vendite di queste sciarpe va a delle suore missionarie di Betlemme. Lui, però, non mi ha dato ancora nulla, se poi vuole regalarmi Higuain va bene“.

Ai microfoni di Mediaset Premium Maurizio Sarri risponde immediatamente a questa richiesta: “Credo che in questo momento Higuain lo vorrebbero tutti. Sta diventando quello che ho sempre pensato potesse diventare, ovvero il centravanti più forte del mondo. Gonzalo per me ha più potenzialità di Lewandoski e Neymar, anche se quest’ultimo non è una prima punta classica“.

L’analisi di Sarri, tuttavia, si amplia all’intera squadra: “Oggi ho visto una squadra vogliosa di fare risultato, abbiamo concesso qualcosa di troppo ma la Sampdoria è una squadra di qualità. Dobbiamo lavorare sulla fase difensiva, ma abbiamo creato tantissimo e abbiamo meritato la vittoria“.

Per quella dello Scudetto, però, Sarri non sembra comunque aver cambiato idea: “I nostri obiettivi non sono cambiati, anche la società lo sta dimostrando dal mercato che sta facendo in questa sessione invernale. Noi stiamo facendo un gran campionato, ma in questo momento è inutile guardare la classifica, perché c’è ancora tutta una vita da giocare e sappiamo che potremo incontrare molte difficoltà da qui alla fine“.

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