Napoli nei guai, l’avv. Chiacchio: “Queste violazioni sono punite sempre così, ai tifosi dico che…”

Aurelio De Laurentiis

Dal sogno all’incubo in poche ore. E’ la situazione in cui si è venuto a trovare il Calcio Napoli questa mattina, quando è giunta la notizia delle indagini condotte proprio dalla procura del capoluogo partenopeo in merito all’operazione “Fuorigioco”, che vede indagati ben 64 uomini appartenenti al mondo del grande calcio italiano.

Ovvia, infatti, la preoccupazione dei tifosi azzurri per le possibili sanzioni a cui potrebbe andare incontro la propria squadre del cuore a seguito dell’inchiesta che sta scuotendo, a dire il vero, numerose squadre di Serie A e di Serie B. Il fatto, però, che tra queste via sia anche il Napoli, sia nella persona del presidente Aurelio De Laurentiis, sia in quelle di alcuni ex calciatori, come Fideleff ed il “pocho” Ezequiel Lavezzi, sta facendo temere i sostenitori di dover abbandonare i sogni di gloria e soprattutto di Scudetto, mai così vicino come in questa stagione.

A tranquillizzarli, tuttavia, ci ha pensato l’avvocato Edoardo Chiacchio, intervenuto sulla questione ai microfoni di Radio Marte: “Per questo tipo di violazioni nessuna società è mai stata punita con penalizzazioni in classifica. In genere queste indagini si concludono tutte con ammende ai club e patteggiamenti per i calciatori e i dirigenti o i procuratori. Ai tifosi del Napoli, pertanto, dico che possono stare ultratranquilli“.

Naturalmente al momento, in verità, non è stato accertato alcun reato, anche se ovviamente qualcosa di losco è chiaramente ipotizzabile, viste le decise operazioni che la guardia di finanza sta portando avanti da questa mattina, quando ha cominciato a perquisire numerose sedi dei club coinvolti e anche alcune residenze dei personaggi che risultano essere tra gli indagati.

La speranza per tutti, specie per i tifosi e per il calcio italiano in generale, è che si possa trattare solo di un clamoroso errore degli inquirenti, ma se le violazioni di cui sono tacciati i club e i loro responsabili stavolta dovessero risultare reali, non basterebbe di certo un fischio dell’arbitro per punire l’ennesimo “fuorigioco” del nostro sport di punta, eppure così bistrattato.

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