Processo Ciro Esposito, la madre: “Ecco cosa mi ripeteva in ospedale mio figlio”

Ciro Esposito

“Ciro era partito da Napoli come al solito allo stesso modo di tanti ragazzi semplici, portando con se le merende fatte in casa. Di questo era pieno il suo zainetto: di frittatine e di casatiello”. Sono queste le parole piene di dolore con le quali Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito, il tifoso del Calcio Napoli deceduto in seguito ai fatti del 3 maggio 2014, ha parlato oggi in occasione dell’udienza per il processo in corso a Roma. Da quel giorno, la vita del ragazzo si è lentamente spenta fino al 25 giugno successivo, data in cui Ciro ha smesso di lottare.

Chi non smette di lottare per la sua giustizia, però, è proprio la madre Antonella, che stamattina ha raccontato anche di quello che il figlio le diceva durante la sua agonia al Policlinico Gemelli. Secondo quanto affermato dalla Leardi, Ciro era solito ripetere che era stato sparato da un ragazzo in carne che avrebbe identificato poi in foto: nessun dubbio per il ragazzo napoletano, si trattava di Daniele De Santis.

La prossima udienza è stata fissata per il primo giorno di marzo. Nel frattempo, i legali di Ciro Esposito hanno urlato con forza la loro sete di giustizia. “Ora – dichiara Angelo Pisani – aspettiamo giustizia e che il giovane Ciro sia riconosciuto quale vittima della criminalità, in quanto vittima di un agguato che nulla a che vedere con lo sport”.

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