Reja, la storia dell’allenatore che portò il Napoli dall’Inferno al Paradiso

 

RejaIl Calcio Napoli affronta l’Atalanta, questa sera al San Paolo, per conservare e difendere il secondo posto che significherebbe qualificazione in Champions League diretta, senza i temuti preliminari. Dall’altra parte c’è l’Atalanta allenata da Edy Reja, allenatore del Napoli dal 2005 al 2009. Colui che ha portato i partenopei dall’inferno della serie C (ora Lega Pro), al paradiso della serie A, con tanto di qualificazione europea ottenuta proprio nella prima stagione nella massima serie.

E proprio per questo che i tifosi azzurri non hanno mai scordato il tecnico goriziano, e ogni volta che arriva al San Paolo da avversario non mancano fasci di fiori, applausi e attestati di stima dal pubblico del San Paolo.

“Ho vissuto la risalita e a Napoli per questo me ne sono ancora grati. Mi fa piacere, ho ricordi importanti – ha affermato Reja alla vigilia della partita del San Paolo – ma ora alleno l’Atalanta e affronteremo questa partita con le giuste motivazioni, come abbiamo fatto contro qualsiasi avversario” ha poi aggiunto giustamente. L’Atalanta, reduce da un campionato abbastanza tranquillo, ha raggiunto l’aritmetica salvezza in A già da domenica scorsa.

L’avventura di Eduardo Reja all’ombra del Vesuvio comincia nel freddo gennaio 2005. Quattro mesi prima il Napoli, cominciava il suo nuovo corso dopo il tragico fallimento societario avvenuto nell’estate del 2004. Come dal nulla, spuntò Aurelio De Laurentiis che rilevò il titolo sportivo fondando una nuova società denominata “Napoli Soccer” e ingaggiando Giampiero Ventura come allenatore. Il 26 settembre il nuovo Napoli esordisce contro il Cittadella, pareggiando 3-3, di fronte a cinquantamila tifosi speranzosi. Ma dato l’altalenante andamento dei partenopei, De Laurentiis esonera Ventura rimpiazzandolo proprio con Edy Reja. Alla prima partita, in casa del Cittadella, gli azzurri s’impongono con un netto 3-0. Preludio di una risalita esaltante. Al termine della stagione, il Napoli arriva terzo qualificandosi ai play off, ma la promozione non arriva per via dell’Avellino che supera gli azzurri nella doppia finale (0-0, 2-1). Questione di un anno, e Reja porta il Napoli in serie B dopo un campionato dominato. I partenopei si apprestano ad affrontare una serie B “rinforzata” dalle condanne della giustizia sportiva per lo scandalo di Calciopoli. Tra i cadetti ci sono Juventus, Napoli, Genoa, Triestina, Bari, Bologna tra le più competitive. Il tecnico goriziano vince la sua scommessa anche contro il Presidente (che non aveva previsto la promozione in serie A dopo un solo anno tra i cadetti). Infatti gli azzurri conquistano la promozione all’ultima giornata assieme al Genoa proprio dopo lo scontro diretto, finito 0-0, giocato contro i genoani a Marassi i quali, piazzatesi terzi a dieci punti di distanza dalla quarta, accedono direttamente in serie A eliminando così i play off. Quella calda domenica di giugno, rinforzò anche lo storico gemellaggio tra le due tifoserie.

In serie A, il Napoli acquista una giovane promessa dal Brescia: Marek Hamsik, quello slovacco che non abbandonerà più la maglia azzurra, pupillo di Reja (del quale ne va ancora orgoglioso).

In campionato, il gruppo di Reja fa una bellissima figura, togliendosi anche parecchie soddisfazioni come le vittorie in casa contro Juventus, Milan e Inter (unica sconfitta dei nerazzurri scudettati). Gli azzurri si piazzano all’ottavo posto accedendo all’Intertoto, “anticamera” della Coppa Uefa. E anche qui, Reja non permette ai suoi di fare una semplice comparsa, superando Panionios (doppio 1-0) e Vllzania (5-0 e 3-0). Superato l’Intertoto, il Napoli in Coppa Uefa non va oltre il primo turno: dopo aver vinto 3-2 contro il Benfica, al ritorno il Napoli soccombe 2-0. Troppo presto per il Napoli competere in Europa.

Il sodalizio tra la società e il tecnico di Gorizia comincia ad incrinarsi all’inizio del girone di ritorno della stagione 2008/2009, quando i partenopei, dopo un inizio esaltante, vanno in caduta libera, perdendo parecchie posizioni in classifica. La sconfitta in casa contro la Lazio segna la definitiva rottura tra Reja e De Laurentiis. Il tecnico friulano lascia Napoli dopo quattro anni, portando gli azzurri dalle ceneri alla gloria. Ma il sodalizio con i tifosi, non s’è mai interrotto.

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