Napoli, tifosi senza entusiasmo ma l’amore è sempre immenso

 

Tifosi azzurri cori

E così la stagione 2016/2017 ha già aperto i battenti. Solo un mese e mezzo fa il campionato italiano viveva le sue ultime emozioni con il verdetto che tutti i tifosi azzurri aspettavano: il Calcio Napoli qualificato ai gironi di Champions League, con annesso record di Gonzalo Higuain a coronare una stagione quasi perfetta. La crescita del progetto azzurro è stata sancita dall’arrivo provvidenziale di Maurizio Sarri che ha condotto per mano la squadra dal ruolo di decaduta, affibiatole dall’ultima annata di Benitez, a protagonista indiscussa del campionato italiano con il secondo posto conquistato, ma soprattutto con la parte di primo attore che il Napoli ha recitato per gran parte della stagione scorsa. Erano 26 anni che i colori azzurri non arrivavano al giro di boa più in alto di tutti: il titolo di Campione d’Inverno, sebbene non porti coppe e festeggiamenti, ha gonfiato il petto del popolo partenopeo di un orgoglio che negli anni era stato cancellato dal dominio incontrastato degli squadroni del nord. Il vento è cambiato – lo si può affermare senza riserve -, così come diversa è la percezione del Napoli da parte del resto d’Italia. Il barometro del calcio nostrano si sta lentamente, ma incessantemente, spostando verso il potere che il club di De Laurentiis ha assunto nel corso degli anni: una forza che, però, al primo campanello d’allarme sembra sgretolarsi sui suoi stessi limiti.

Sono bastate, purtroppo, le dichiarazioni di Nicolas Higuain e i mal di pancia di Kalidou Koulibaly a far scoppiare la bolla di felicità che avvolgeva Napoli dalle scene di giubilio con le quali gli azzurri hanno salutato il grande pubblico a metà maggio. La controprova, spietata e inequivocabile, si è avuta in questi primi due giorni di ritiro, contraddistinti dalla non partecipazione dei tifosi partenopei alle prime sgambettate del gruppo di Sarri. Certo, si potrà dare importante all’azione imponente del solleone, o magari si tirerà in ballo la routine quotidiana che impone, specie nei periodi che precedono le ferie, il massimo impegno lavorativo, ma la verità è che il tifoso napoletano si è stancato. Ci si stufa delle cose belle, figurarsi dei dissapori, delle incomprensioni e delle mezze verità sussurrate dagli haters che non trovano risposte decise dalla parte accusata. Il mercato, poi, con il solo arrivo di Tonelli – ottimo giocatore, per carità, ma non un talento che incanta le masse – ha raffreddato anche il sostenitore più caldo. Le storia dei rifiuti che il Napoli ha incassato in questa prima fase di trattative, infine, ha piazzato la ciliegina amara su una torta finora non lievitata.

Ma c’è una cosa che i tifosi dimenticano: voltando le spalle alla squadra si tradisce il vincolo d’amore – eterno – che si instaura quando poi si esulta per le grandi imprese. Bisogna stare insieme, remare verso lo stesso obiettivo, e abbandonare la pretesa di indossare virtualmente i panni di dirigente o di presidente di una Società di calcio. Ogni ruolo ha la sua importanza vitale: i tifosi devono guardare con gli occhi innamorati i propri colori, al lavoro sporco ci penserà chi lavora (e sappiamo quanto bene sappiano farlo) all’interno del club. Per questo, diciamo ‘addio’ alle nubi grigie che minacciano l’inizio stagione del Napoli e diamo spazio all’azzurro del cielo quand’è limpido: d’altronde, è con questo colore divino che siamo abituati a vivere.

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