Enrico Colombari, ‘o Banco ‘e Napule: lo scandalo Allemandi e le 213 ‘battaglie’ in azzurro

Colombari, a destra del portiere, con la maglia del Savoia nel 1938

Nacque a La Spezia il 31 gennaio del 1905. Lo chiamavano Rico ed era uno dei migliori incontristi al mondo. Lui era Enrico Colombari. Crebbe calcisticamente nel Pisa con cui giocò sei stagioni arrivando tra l’altro a disputare anche la finalissima per il titolo di campione d’Italia contro l’allora fortissima e pluriscudettata Pro Vercelli in una partita tenutasi a Torino il 24 luglio del 1921 (persa 2-1). Nel 1926 si trasferì al Toro dove vinse due scudetti. Uno di questi però, quello del 1927, venne revocato in seguito al caso Allemandi, il primo grande scandalo del calcio italiano. Secondo la cronaca del tempo, il terzino sinistro bianconero Luigi Allemandi venne avvicinato da un dirigente granata, tale dottor Nani, che avrebbe corrotto il giocatore anticipandogli metà della somma pattuita, pari a 50.000 lire, affinché quest’ultimo dirottasse a favore del Toro il risultato del derby della Mole in programma il 5 giugno di quell’anno. Per la cronaca: la partita si concluse per 2-1 in favore del Torino e Allemandi si distinse come uno dei migliori in campo. Nonostante ciò, lo scudetto di quell’anno non fu  mai aggiudicato.

Nel 1930 fu ceduto al Calcio Napoli del presidente Ascarelli per ben 265.000 lire aggiudicandosi il soprannome di “O Banco e ‘Napule”. In 7 stagioni Colombari disputò 213 partite segnando 6 gol. Attualmente è il decimo nella classifica di giocatori con presenze in massima serie dopo Bruscolotti 387, Juliano 355, Hamsik 341, Ferrario 310, Bugatti 256, Ferrara 247, Comaschi 241, Pesaola 240 e Buscaglia 235. Nel ’37 tornò al Pisa con cui giocò un altro anno prima di chiudere la carriera da giocatore nelle file del Savoia di Torre Annunziata dove svolse il ruolo di giocatore-allenatore. Allenò anche Empoli, Ternana, Vittorio Veneto, Pro Mogliano, Treviso, Torrese e Belluno. Si spense all’età di 78 anni il 7 marzo del 1983 ma per tutto quello che ha dato al Napoli merita certamente un posto nel nostro cuore. Tanti auguri, Enrico!

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