Juventus e ‘ndrangheta, l’Antimafia ascolta Agnelli: ecco cosa rischia la Juventus

La vicenda che lega la Juventus alla ‘ndrangheta si gioca sul doppio fronte: quello della giustizia ordinaria e quello della giustizia sportiva. Vi abbiamo già scritto in passato delle accuse fatte dal procuratore della FIGC Giuseppe Pecoraro alla Juventus e, soprattutto, alla persona di Andrea Agnelli, presidente bianconero. Il club, così come i suoi tesserati, non sono al momento indagati. Tra due settimane circa, o ad aprile, la Commissione parlamentare antimafia ascolterà proprio Andrea Agnelli, che ieri pomeriggio si è difeso su Twitter: “Nel rispetto di organi inquirenti e giudicanti ricordo che non ho mai incontrato boss mafiosi. Ciò che leggo è falso“.

Come detto, in questa vicenda c’è non solo il filone d’indagine dei pm di Torino, ma anche quello della giustizia sportiva. Giuseppe Pecorao ha letto le pagine dei magistrati ed ascoltato i dirigenti della Juventus. Due sono le ipotesi più probabili, nel caso venisse ravvisato un reato: patteggiamento o deferimento. Proprio la seconda opzione, sembra quella più probabile. Se è stato violato l’articolo 12, comma 1 e 2 del codice di Giustizia Sportiva – che regola i rapporti tra club e gruppi di tifosi in materia di distribuzione al pubblico di biglietti – la Juventus potrebbe essere punita con una (corposa) ammenda o con l’inibizione di qualche mese dei tesserati coinvolti.

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