Paragone, giornalista juventino: “Juve arrogantemente sabauda, i fuochi come appartenenza…”

HIGUAIN E JUVE

C’è anche chi, pur essendo juventino, è riuscito a sorvolare e a prendere con ironia tutti i festeggiamenti per la sconfitta della Juve in Champions. E’ il caso di Gianluigi Paragone, giornalista di fede bianconera, che su Libero Quotidiano ha scritto parole interessanti e condivisibili da tutti. Questa volta le accuse non sono rivolte ai Napoletani, ma alla Juventus, evidenziando criticamente ciò che manca a questa squadra per poter accedere a vittorie europee:

“Il giorno dopo Cardiff, l’amaro in bocca c’è. Ma non sono rimasto offeso dagli sfottò, dal cinismo o dall’invidia che diventa godimento di chi si ritrova dalla parte dei vincitori senza nemmeno aver giocato. Vi dirò che il giorno dopo ho guardato ai fuochi d’artificio di Napoli come una fantasticheria di un calcio che è appartenenza. Non mi piace il calcio politicamente corretto, dell’italianità nelle coppe europee: non è un trofeo per tutti quello che ci saremmo portati a casa in caso di vittoria, sarebbe stato solo nostro. Di noi juventini. Quindi che festeggino cinicamente gli altri: veder perdere quelli che non si sopportano, nel calcio, è un diritto acquisito. La Juve è una squadra prepotentemente italiana, arrogantemente sabauda, provincialmente vincente. Ciò che manca alla Juve è l’Hybris, cioè quel senso epico che ti fa dire che sei davvero leggendario, capace di sovvertire il volere degli dei. Altro che coppa maledetta, la maledizione è dentro di noi. La Juve ne ha preso coscienza la scorsa notte, non potrà mai avere quella forza epica perché è una squadra costruita dal potere e nel potere. Solo che è un potere locale“.