Il poker brasiliano dello Shakhtar: Fred, Marlos, Bernard e Taison!

Ancora poche ore di attesa e al Metalist Stadiun andrà in scena la prima azzurra in Champions, per quanto riguarda la fase a gironi: Shakhtar Donetsk- Napoli.

La qualità e la pericolosità della squadra ucraina è confermata non solo dai trofei che ha conquistato negli ultimi 10 anni, ma anche da un’inizio campionato decisamente positivo. Importanti risultati ottenuti grazie anche alle grandi potenzialità calcistiche dei singoli giocatori che militano nella squadra, in gran parte di nazionalità brasiliana.

La politica di acquisti orientata verso il sud america, nella nazione della capoeira, è cominciata nel 2002 con la vittoria del primo campionato ucraino e incentivata da Mircea Lucescu, ex allenatore dello Shakhtar, che ha guidato la squadra dal 2004 al 2016, anni in cui gli ucraini hanno blindato i migliori record e i più importanti titoli, come la conquista della Coppa Uefa nel 2008-2009. Appunto per questa venerazione verso il gioco brasiliano, che la società ha deciso di ingaggiare degli osservatori tecnici ben ferrati sul calcio verdeoro, per puntare sui migliori campioni brasiliani in circolazione. Oggi la rosa dello Shakhtar vanta ben otto brasiliani, e quelli che il Napoli dovrà temere più stasera sono quattro in particolare:

Federico Rodrigues Santos, meglio conosciuto come Fred, centrocampista 24enne, dal piede mancino, con una discreta propensione al goal, che ha siglato 11 reti nei 4 anni in cui è un tesserato dello Shakhyar Donetsk. Un giocatore dai polmoni di ferro, con una buona resistenza fisica, capace anche di svolgere bene il ruolo di seconda punta e bravo negli inserimenti e nei tagli veloci, alla Hamsik o alla Callejon, ma pecca molto nella fase difensiva. Nonostante l’espulsione nel dicembre 2015, che lo ha tenuto lontano un anno dal terreno di gioco, a causa di una squalifica per doping, è ritornato in grandissima forma.

Marlos Romero Bonfim, meglio conosciuto solo come Marlos, centrocampista ambidestro capace di spaziare e rivestire alla perfezione ogni ruolo del centrocampo. Un pò come Insigne e Callejon, è capace di servire assist vincenti ai compagni, sfruttando le corsie laterali del campo, e avendo, dalla sua parte, un’ottima tecnica e un’altrettanta dimistichezza nel dribbling. Ciò che lo rende qualitativamente migliore di Fred, è il suo ottimo tiro e la propensione al goal. Con lo Shaktar, in squadra dal 2014, ha già collezionato 23 reti.

Bernard Anício Caldeira Duarte meglio noto come Bernard, attaccante di 25 anni, dotato di enormi qualità tecniche, ottima visione di gioco e abile nei calci piazzati. In 119 presenze ha siglato 16 goal, una media non altissima, ma se si tiene conto che si sacrifica molto per la squadra, agevolando più i compagni d’attacco al goal, è facile spiegare una media di realizzazione così bassa. E’ lui che potrebbe rivelarsi la spina nel fianco degli azzurri, per la sua velocità e la facilità nel gestire ogni tipo di marcatura.

 Taison Barcellos Freda meglio noto come Taison, la fisicità è quella del lottatore quasi suo omonimo, Mike Tyson. La sua qualità migliore è la velocità, che unita alla sua ottima tecnica, lo rendono un mix esplosivo di pericolosità in area. Ama giocare a sinistra, ma non disdegna anche una posizione più centrale in attacco.

 

 

 

Bernard-Marlos e Taison

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