Carmelo Imbriani, lo stregone cresciuto nel Napoli. Fu stroncato da un grave male

Un’icona del Calcio Napoli, ma soprattutto del Benevento Calcio, è stato Carmelo Imbriani. Cresciuto nel settore giovanile azzurro dell’ex presidente Ferlaino, debuttò a soli 18 anni in Serie A con Marcello Lippi che lo lanciò in campo il 27 febbraio 1994. Il suo debutto da titolare fu rimandato di un anno, il 14 maggio 1995 con Vujadin Boskov. Nella stagione 1995-1996 l’allenatore decise di puntare su di lui per tutta la stagione.

Il ragazzino – nato a Benevento il 10 febbraio 1976 – incominciò a farsi notare tanto da essere convocato da Cesare Maldini in nazionale Under 21. Nel ’96 il Napoli lo cedette in prestito in C1 prima alla Pistoiese e poi la stagione successiva al Casarano. Rientrò alla base nel ’98 ma fu ceduto ad inizio stagione al Genoa. Dopo l’esperienza ligure seguì una trafila di squadre tra cui: Cosenza, Salernitana, Foggia, Catanzaro e la sua Benevento. Il rientro a casa, nella città delle streghe, fu nella stagione 2002/2003.

Carmelo abbandonò per due volte la sua città e la sua squadra: la prima volta per un anno nel 2003, quando andò alla Salernitana; la seconda volta sempre per un anno nel 2005 per andare a Catanzaro e infine ritornare e diventare la bandiera degli stregoni. Difatti dalla stagione 2006 Imbriani ha vestito la maglia numero 7 giallorossa dei sanniti. In seguito Carmelo lasciò il calcio giocato per intraprendere la carriera da allenatore sempre nella sua città. Prima divenne allenatore degli allievi nazionali del Benevento, successivamente fu promosso come allenatore della prima squadra.

Il 2012 è un anno indescrivibile per tutti quelli vicini a Imbriani. Durante un ritiro estivo gli fu diagnosticata la malattia di Hodgkin. Tantissimi sono stati i calciatori, dirigenti, tifosi e società al suo sostegno. Ricordiamo Hamsik nel 2013 che, dopo il gol al San Paolo contro il Catania, corse verso la panchina e mostrò una maglietta bianca con la foto di Carmelo e con la scritta “Imbriani NON MOLLARE”.

L’ex calciatore azzurro, durante quella partita vinta dal Napoli per 2-1, era ricoverato a Perugia in ospedale. Quella frase, #ImbrianiNonMollare, diventò un hashtag e ricevette un enorme seguito da tutte le tifoserie. Nonostante la dura lotta di Carmelo per la sua vita alla fine la malattia prevalse. Il cuore di Carmelo smise di battere a soli 37 anni il 15 febbraio 2013. Tuttora il ricordo di Imbriani è nel cuore dei Sanniti, che lo ricordano ogni volta in curva Sud con una bandiera avente la sua immagine che non smette di sventolare.

Un uomo che è stato un esempio di calcio pulito oggi sarebbe stato fiero e orgoglioso di vedere il suo Benevento nel massimo campionato. Dopodomani, al San Paolo, ci sarà quel derby che ha sicuramente desiderato con tutto il cuore. La partita che vedrà due cuori, uno azzurro e uno giallorosso, racchiudere insieme ciò che è stato Carmelo Imbriani.

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