Perché il Napoli ieri ha dimostrato che può giocarsela anche in Europa

Ieri il Napoli è uscito a testa alta dall’Etihad Stadium. Non è stato, ma solo a tratti, il solito Napoli. Gli azzurri non sono subito entrati in partita e il loro approccio timido e nervoso lo hanno scontato incassando nell’arco di 12 minuti due goal. Perché è questo quello che succede quando in campo internazionale bisogna fronteggiarsi con grandi club, forti nella tattica e nelle individualità.

Si può, con facilità, essere imbrigliati e contenuti. Il Manchester ha sconfitto il Napoli, sfoderando quelli che sono anche i punti di forza della squadra di Sarri: la velocità, il pressing alto e la rapidità nelle costruzioni. Ma gli uomini di Guardiola hanno avuto il merito, a differenza del Napoli, di riuscire da subito a sciorinare tutte le loro qualità, mandando in affanno e in bambola gli azzurri.

Eppure, ieri si è vista quella che da sempre abbiamo decantato come una nuova maturità e crescita azzurra: riuscire a contenere i danni, ripartendo senza mai arrendersi. Perché il Napoli non ha mai gettato la spugna, anche dopo il rigore fallito da Mertens, che nel primo tempo avrebbe riacceso e galvanizzato il match. Sarà poi Diawara, che sul dischetto non fallirà, a chiudere la partita sul 2 a 1.

Ma la cosa che conta e che lascia ben pensare ad un grande match di ritorno è che il Napoli, che si è visto nel secondo tempo, il vero Napoli, è riuscito a mettere in difficoltà il Manchester City, riuscendo non solo a riaprire una partita compromessa sin dall’inizio, ma a farlo con una prestazione che alla fine lascia anche un po’ di amaro in bocca per non aver portato a casa un punto che forse meritava.

Dall’Etihad, ed è questa la cosa più importante, il Napoli è comunque uscito con una certezza: se crede in se stesso e sta bene, può giocarsela con tutti anche in Europa anche se non sarà mai una passeggiata.

Il 1° Novembre il Manchester sarà ospitato al San Paolo. E gli azzurri potranno contare su altri due importantissimi fattori, per studiare al meglio la partita e bloccare il Manchester City e prendere tre punti, stavolta davvero importanti per proseguire il cammino in Champions: in primis il fattore Stadio, poiché si sa che a Napoli il dodicesimo uomo in campo sono i tifosi che con il loro calore e instancabile tifo, riescono a caricare gli undici leoni in campo; in secundis, il Napoli ora conosce bene di cosa è capace il City e di quanto possa essere pericoloso e quindi toccherà a Sarri affinare e rivalutare la migliore strategia di gioco, capacità che d’altronde non manca al tecnico toscano.

Insomma ancora niente è perduto. Anzi, dato ciò che si è visto ieri nella seconda parte della gara, ci sarà da divertirsi!

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