Milik: “Non esiste un altro posto al mondo come Napoli. Chievo? Ci sto pensando…”

Arek Milik è ancora alle prese con la riabilitazione dopo l’infortunio subito durante Spal-Napoli. L’attaccante polacco sta lavorando duramente per cercare di essere in campo già per fine dicembre, come confermato dal dottor Mariani. Milik ha deciso di parlare dopo questo secondo, bruttissimo infortunio, e lo ha fatto al sito internet polacco Sportowefakty. Ecco cosa ha dichiarato.

Il momento peggiore è stato un anno fa quando ho rotto il legamento per la prima volta. Era un vero dramma. Adesso – spiega Milik – sapevo almeno cosa mi aspettasse, qual è la procedura. Se sei un giocatore di calcio e sai che hai appena rotto il tuo ginocchio … credetemi, è devastante per la psiche. Fortunatamente, nel mio caso, la procedura è stata eseguita rapidamente“.

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Sui tempi di recupero: “Non c’è niente di certo. Si parla febbraio, ma tornerò quando mi sento pronto. Come la prima volta: ho avuto il via libera, ma ho aspettato, non ho affrettato i tempi“. Su Insigne, che gli ha dedicato un gol in Champions League: “È stato un gesto molto bello quello di Lorenzo. Gli ho parlato un anno fa circa l’adattamento dopo una rottura del legamento. Ebbe esattamente lo stesso mio infortunio“.

Sulla possibilità di andare in prestito al Chievo a gannaio: “Considero questa opportunità, ma le decisioni verranno prese a dicembre. Poi parleremo con il manager, gli allenatori, il presidente e vedremo cosa sarà migliore per me e per il club“.

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Sulla città: “A Katowice posso normalmente camminare sulla strada, qui è impossibile. Napoli in termini di amore per il calcio è incredibile. Non so come sia in Argentina o in Brasile, ma penso che non esista un altro posto in terra come Napoli. La gente qui considera il calcio come una religione. Manca la privacy? Non mi lamento, è piacevole quando la gente ti dà sostegno per la strada“.

Prosegue: “Tutto ha i suoi pro e i suoi contro. Faccio quello che amo. Gioco a palla, realizzo i miei sogni di infanzia. Quando si sale a un tale livello e si gioca per un club come il Napoli, bisogna fare i conti con molte cose. Non si può avere tutto, giocare in un grande club, guadagnare un sacco di soldi, pur mantenendo la privacy“.

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