Spalletti contro Sarri: dalle frecciatine all’augurarsi posizioni da metà classifica

Spesso o quasi sempre nel calcio, le troppe parole e le frecciatine a lunga distanza ma pur sempre fragorosamente distruttive, incattiviscono ed estremizzano rivalità e competizione, aggiungendo quel pizzico di cattiveria, inutile e fuori luogo, che altera la bellezza di questo sport.

Sarri e Spalletti, l’uno maestro del calcio ed esteta del bel gioco, l’altro ingegnere di calcio, fautore di un gioco pragmatico e concreto, in versione spadaccini moderni, si stanno sciabolando a colpi di lingua, con dichiarazioni che stanno scatenando non poche polemiche, giustificata dalla costatazione che in ballo c’è un tricolore da strappare alla storica e costante detentrice Juventus.

Ma ricostruiamo l’accaduto. Premettiamo, innanzitutto, che i due mister si sono sempre destinati vicendevolmente parole di stima e ammirazione, Sarri ha spesso sottolineato:

Spalletti è un allenatore top a livello europeo, ha dato entusiasmo e una solidità impressionante alla squadra. Sarebbe stato impensabile che l’inter rimanesse fuori dai vertici per tanti anni”.

Mentre restano ancora ben impresse nella mente le splendide parole di Spalletti:

Il Napoli è uno spot per il calcio, una squadra forte che non concede nulla. Se Sarri avesse continuato a lavorare in banca sarebbe diventato ministro dell’economia, visto come allena”

Dopo un po’ la stima reciproca sembra annegare e affogare nella inevitabilissima rivalità di due squadre che lottano per il vertice e si palleggiano, cercando di difendere, un primo posto. Anche se il percorso delle due rivali è decisamente diverso. Da una parte gli azzurri, impegnati da Agosto, tra campionato e Champions, e L’Inter, esclusa dai giochi europei, ha solo un impegno a settimana quello della domenica.

Un dato ovvio, che Sarri, ha sottolineato:

E’ una squadra forte, una società forte, ha il vantaggio di fare 7 giorni d’allenamento tra una gara e l’altro. Cosa che non fa nessuno in alto. Giocare una volta e non ogni tre giorni è un altro sport. Non giocare le coppe è un vantaggio importante, la Champions toglie a livello mentale, ti spreme. Dopo la Champions hai un down naturale ed è difficile ricaricarsi totalmente”.

Eppure Spalletti, non ha apprezzato le parole di encomio di Sarri, trovando il pelo nell’uomo, e rispondendo al vetriolo, con un piglio d’orgoglio anche fuori luogo, data l’evidenza dei fatti:

“Giochiamo un altro sport senza coppe? A me sembra lo stesso. Se arrivassimo in zona europea, in Champions o in Europa League, anche noi giocheremmo 3-4 partite alla settimana. Ed è quello che vogliamo. Se lui vuole provi a fare il settimo posto, così fa le amichevoli a fine campionato. La Juve gioca sempre e ha vinto sei scudetti consecutivi.”

E Sarri, da buon toscanaccio ma con un umor partenopeo, ieri ha risposto così a Spalletti:

“Ci ha augurato il settimo posto? Allora spero che arrivi ottavo, così facciamo gli scontri diretti”.

Un battibecco che sta degenerando e speriamo che si fermi qui.

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