Lipsia, la squadra più odiata di Germania: è il capitalismo che fa affari nel calcio

Può una semplice lattina di energy drink generare tanto odio e clamore mediatico? Pariamo del Lipsia (la squadra che il Napoli dovrà affrontare nei sedicesimi di Europa League) negli ultimi anni finita al centro di numerose polemiche e controversie, al punto da diventare la squadra di calcio più odiata in Germania.

La Red Bull, celebre società produttrice di drink energizzanti, ha deciso negli ultimi anni di investire anche nel mondo del calcio. Nel 2009 ha acquistato proprio il Lipsia, ed il club tedesco ha così conosciuto una crescita sportiva (ed economica) inarrestabile, passando dalla Oberliga (quinta divisione tedesca) alla Bundesliga. Lo scorso anno, da neo promossa, è riuscita a qualificarsi direttamente alla fase a gironi di Champions League.

Gli investimenti del colosso austriaco, però, non si sono limitati al mondo calcio. Ad oggi, infatti, la società possiede due scuderie di Formula Uno e contratti di sponsorizzazione per atleti di ogni sport, da Tony Cairoli a Neymar, a Marc Marquez a Sebastien Loeb.

Limitatamente al mondo del pallone, il Lipsia non è l’unica squadra “made in Red Bull“, basti citare l’Austria Salszburg e i New York Red Bulls. Investimenti massicci, che sono arrivati fino in Brasile e Ghana. Un enorme giro d’affari atto a sponsorizzare la lattina energizzante che, solo nel 2015, ha fatturato 5,9 miliardi di euro.

In Germania, però, è vietato inserire il nome di un marchio commerciale nella denominazione societaria. Il Lipsia, tuttavia, ha aggirato la norma, più o meno furbescamente.

La squadra, infatti, prende il nome di RasenBallsport Leipzig: le iniziali del primo termine tedesco – che indica generalmente “sport della palla che rotola su prato” – ricordano quelle dell’omonima società austriaca: RB, ovvero Red Bull.

Da qui è scattata la protesta verso la “squadra di plastica” – così viene ironicamente schernito il Lipsia – da parte delle tifoserie tedesche, ancora legate ad un calcio fatto di tradizione e sentimenti. Valori che non possono essere messi in commercio, figurarsi trasformati in un modello di business. Deve essere stato questo il pensiero di Stefan Henske e Martin vom Hofe, due tifosi che hanno deciso di creare un energy drink per contrastare proprio la Red Bull ed il Lipsia.

Dire di non bere la Red Bull come protesta non funziona, anche perché in molti la criticano, ma poi la bevono lo stesso – spiegano i due tifosi – Per questo abbiamo creato il nostro energy drink. Chi lo beve non sostiene la Red Bull, ma un club a sua scelta fra quelli che formano i primi 4 campionati tedeschi“.

Il culmine della protesta si è raggiunto lo scorso anno, in occasione del primo turno della coppa di Germania: i tifosi della Dynamo Dresden hanno lanciato in campo una testa di toro mozzata – il toro è l’animale simbolo della Red Bull – con tanto di striscione: “Non potete comprare la tradizione: no al RB“.

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