Younes: “Napoli è un sogno per me. Sarri e le sue fisse? Io darò sempre il massimo”

Per il momento, in quanto il gong finale del calciomercato dovrà attendere ancora diversi giorni, Amin Younes è considerato il vero colpo del mercato azzurro. Ha già entusiasmato sia i tifosi che i nuovi compagni di squadra. Un approdo alla corte di Sarri che era previsto per fine campionato, ma la troppa resistenza e ostilità al trasferimento di alcuni obiettivi azzurri, ha accelerato le trattative. Ecco alcune dichiarazioni del giocatore, da poche ore sbarcato definitivamente in Italia, rilasciate a Tuttomercatoweb:

Quanto è felice per questa opportunità? “Molto. Moltissimo. Per me è la realizzazione di un sogno”.

Cosa si aspetta dalla sua avventura a Napoli? “Da Napoli mi aspetto quello che tutto il Mondo conosce e apprezza di questa meravigliosa città, della sua gente e nel mio caso specifico della sua tifoseria: cordialità, passione e folklore. Io sono di origini libanesi e queste caratteristiche credo sia comuni alla mia cultura”.

Sarri è un tecnico con forti convinzioni nei suoi e dei suoi titolari. Come pensa di metterlo subito in difficoltà? “Credo che qualsiasi allenatore voglia trovarsi nella “difficoltà” di scegliere perché questo è sinonimo che tutti i suoi giocatori danno il massimo durante la settimana. Io farò semplicemente quello che sempre fatto in qualsiasi club in cui ho militato… Darò il massimo, consapevole che nel mio ruolo anche quando si entra “in corsa” una giocata giusta là davanti può cambiare la partita in un momento”.

Se le dico Maradona cosa risponde? “Leggenda. Quando abbiamo vinto con la Nazionale la Confederations Cup ha stretto la mano a tutti i giocatori della Nazionale. Quando l’ho raccontato a mio padre mi ha detto “Amin ora puoi anche smettere di giocare a calcio…”. 

Arriva nell’anno in cui è vivo, concreto, il Grande sogno scudetto. “Ho sempre dato il meglio di me ogni qual volta ho fatto parte di una squadra che aveva dei grandi obiettivi… Napoli ne ha molti, ed io non vedo l’ora di aiutare questa città a raggiungerli”.

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