Marotta: “Il bel gioco non basta per vincere”. Ma il Napoli è già nella storia

Quando il campo non basta per asserire verità ovvie, subentrano le parole. Quelle a volte dette un po’ con stizza e con un piglio polemico. D’altronde il calcio non è solo manto verde e pallone, è anche un mondo di dichiarazioni al vetriolo per destabilizzare o incattivire una competizione, che di agonismo ne ha già da vendere.

Soprattutto se ad oggi la vera battaglia vede fronteggiarsi le due acerrime nemiche: Napoli e Juventus. Entrambe in corsa per il tricolore. Eppure, nonostante il Napoli stia dominando la classifica dando le spalle alla Juve, Marotta ieri ha precisato bene a Premium Sport che: “Il bel gioco del Napoli non conta. Giocare bene o male è una cosa complementare, dovuta a diversi fattori. Conta arrivare alla fine da vincitori. Se vinceranno gli azzurri, non sarà per il bel gioco ma per aver totalizzato più punti di noi”. 

Una ben celata ma sonora stoccata al Napoli sarriano, quello fatto di fraseggi dalla precisione chirurgica, velocità e costruzioni dinamiche che fanno strabuzzare gli occhi. Ed è indubbio che è stata proprio la piena raggiunta maturità e la piena assimilazione di questa tattica alla Sarri a permettere al Napoli di sedere sulla poltrona più alta. E poi, diciamolo, il calcio è bello perchè è uno sport che si rinnova e si rigenera, in cui nessun gioco è mai uguale all’altro. Dove l’idea diviene concretezza, o per meglio dire, la tattica è una materia così articolata e camaleontica che vince chi la rende più plasmabile alle forze umane e tecniche in rosa. Quindi a prescindere da quello che dice il ds bianconero, sarà il gioco del Napoli a far vincere gli azzurri, perchè è il carattere e l’identità di una compagine a conquistare i traguardi più importanti. Non di certo un gioco senza anima.

E se questa stoccata non bastasse, il ds ha aggiunto: “Se loro si sentono l’Olanda, la Juventus è l’Italia, che è pluridecorata per mondiali conquistati. E’ la tra le leggende del calcio mondiale e noi cerchiamo di imitare questa squadra”. Una manipolazione un po’ forzata delle parole di Sarri rilasciate dopo la sconfitta, per punteggio complessivo, contro il Lipsia al Red Bull Arena.

La verità è un’altra: Il Napoli ha un gioco che ormai è diventato il suo personale marchio di fabbrica, di cui tutti ne parlano e tutti cercano di imitarlo. Quindi a prescindere da tutto e dalla fine, il Napoli di Sarri è già entrato nella storia. Come la bella Olanda degli anni ’70.

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