Dalle stelle al carcere: ex calciatore del Napoli accusato di tentato omicidio

Un sogno andato in frantumi e una terribile accusa che lascerà per sempre il segno nella sua vita.

Quella di Massimo Russo è la storia di un giovane calciatore che sognava di poter giocare in eterno nella sua squadra del cuore, il Napoli, per la quale aveva giocato durante la stagione 2002/2003. A causa di un grave infortunio che gli causò la rottura di caviglia, perone e tibia, il calciatore azzurro fu costretto ad arrestare la sua carriera per la Serie A, entrando a far parte successivamente di squadre come il Crotone, Benevento e Avellino.

Il nome di Massimo Russo è tornato nuovamente alla ribalta in queste ultime ore per un motivo ben lontano dal gioco di squadra e del calcio, da lui tanto amato.

L’ex calciatore azzurro infatti sarebbe stato il protagonista di un accoltellamento avvenuto in via Miroballo al Pendino, al quale avrebbe partecipato in compagnia dello zio Giovanni Russo. La triste vicenda si sarebbe consumata dopo un’accesa lite avvenuta per motivi passionali o per vecchi rancori. Il movente resta comunque ancora da chiarire.

A rimanere feriti invece, sarebbero stati due fratelli appartenenti a uno dei boss di Forcella di cui non sono state ancora rese note le generalità.

E’ così che un nome che sarebbe potuto diventare una stella della calcio, sarà da ora in poi legato ad un’accusa gravissima: concorso in tentato omicidio aggravato.

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