L’anomalia del calcio italiano: in 7 anni 14 trofei su 21 vinti da una sola squadra

La Juventus è entrata nella storia, o nel mito, come suggerisce la battente campagna marketing bianconera. È il settimo scudetto consecutivo per la squadra di Max Allegri, che dal 2012 ad oggi non conosce rivali. Uno strapotere, però, ancora circoscritto ai confini italiani. Ciò che impressiona di più, però, è l’eccezionale striscia consecutiva di vittorie che accompagna il club di Andrea Agnelli. Nessuno, in Italia, ha fatto meglio, nemmeno negli altri principali campionati europei. Che sia la Premier League o la Bundesliga, mai nessun club aveva vinto il campionato 7 volte di fila.

Per trovare record simili bisogna guardare a ben altre squadre e campionati, di categoria e blasone notevolmente inferiori alla Juventus ed alla Serie A. Il record assoluto di campionati vinti consecutivamente è di 14, ed appartiene a due club: Lincoln (Gibilterra) e Skonto Riga (Lettonia). Per capirci, il Real Madrid, la squadra più ricca, più vincente e più forte al mondo, si è fermata a 5 campionati vinti di fila.

Il dato, poi, fa riflettere se allargato anche a tutte le competizioni nazionali, Coppa Italia e Supercoppa Italiana incluse. Se si prendono in esame le ultime stagioni – da quella 2011/12 alla 2017/2018 – si riesce a comprendere ancora meglio l’anomalia del nostro calcio. Su 21 trofei disponibili, 14 sono stati vinti da una sola squadra: la Juventus. I bianconeri si sono presi oltre il 66% dei trofei in Italia, lasciando agli avversari soltanto le briciole. Numeri che non trovano un corrispettivo in Europa.

L’unica squadra in grado di spezzare l’egemonia bianconera è il Napoli, mai come quest’anno ad un passo dal vincere l’agognato tricolore, nonostante l’evidente e differente potenza economica dei due club. I partenopei negli ultimi 7 anni sono riusciti a portare a casa 3 trofei, risultando essere la squadra italiana più vincente dopo i bianconeri. I più importanti sono, ovviamente, la Coppia Italia del 2012 e la Supercoppa Italiana del 2014, entrambi vinti battendo proprio la Juventus nell’atto finale.

Nei maggiori campionati europei (Inghilterra, Spagna, Francia e Germania) la competizione è più equilibrata. Nella Liga spagnola, ad esempio, sono due le squadre che si contendono ogni anno lo scudetto, Real Madrid e Barcellona, con l’Atletico Madrid – soprattutto dall’avvento in panchina del Cholo Simeone – e Valencia a fare da terzi incomodi. In Inghilterra, poi, la lotta al titolo appare ogni anno sempre più incerta che in Italia e nel resto d’Europa, a tal punto che anche una squadra come il Leicester può prevalere sui petroldollari del Manchester City.

L’impressionante striscia di vittorie della Juventus si ripercuote, indirettamente, sulla qualità tecnica ed i valori espressi dal calcio italiano, nonché sull’appeal che la Serie A esercita all’estero. Al di là dei sospetti che, più o meno legittimamente, sorgono in questi casi – è stato lo stesso De Laurentiis a lanciarli, screditando l’ultimo scudetto vinto dei bianconeri – resta evidente un dato: l’assoluta non competitività del calcio italiano.

Da questo punto di vista, la Serie A rappresenta un unicum in Europa, del quale, però, non c’è da andare poi così fieri. Se le nostre squadre di club fanno fatica in Europa, ed anche la Nazionale vive il suo periodo più buio – vedasi la recente esclusione dal Mondiale di Russia 2018 – lo strapotere bianconero acuisce ancora di più l’impoverimento tecnico del calcio italiano, sempre più “scarso”, squilibrato e livellato verso il basso.

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