Vaglielo a spiegare al resto d’Italia: vincere non è l’unica cosa che conta

Napoli sotto la curva

Se c’è qualcosa di straordinario di questa stagione del Napoli è stato l’attaccamento viscerale dei suoi tifosi. Dalla prima all’ultima giornata. E vaglielo a spiegare al resto d’Italia che dopo aver a lungo accarezzato il sogno scudetto, svanito negli ultimissimi minuti di questa stagione, il San Paolo è stracolmo per i saluti finali.

Prima quelli di Maggio con il suo ultimo inchino sotto la curva, poi quelli di Pepe Reina da tempo legato al Milan. Due idoli, due simboli di momenti storici diversi per il club. Entrambi portatori di un attaccamento alla maglia riconosciuto dal pubblico napoletano.

Il saluto finale sotto la curva. Brividi, emozioni per una squadra che ha orgogliosamente seminato terrore a Torino, sponda Juve. Capace di far innamorare con le sue triangolazioni l’Italia e l’Europa. E i tifosi del Napoli amano la bellezza. L’estetica, l’attaccamento prima di tutto. E solo così può spiegarsi la gioia dimostrata contro il Crotone, nonostante la mancata vittoria del tricolore, nonostante la bacheca non si sia riempita di un trofeo.

Perché da queste parti vincere non è l’unica cosa che conta.