Ancelotti, “leader calmo” amato in tutto il mondo: con lui l’Italia ci rispetterà di più?

Calmo e pacato, quasi mai sopra le righe, intelligente, sensibile ed efficace. Ma, soprattutto, vincente. Carlo Ancelotti ha vinto tutto, tutto e ovunque: Italia, Inghilterra, Spagna, Germania. Non c’è Paese che non lo abbia visto sul podio, non c’è trofeo senza la sua firma. Il suo arrivo a Napoli è qualcosa di rivoluzionario, targato Aurelio De Laurentiis. Il presidente ha fatto tanti errori – il rapporto con Sarri è compreso nel pacchetto degli sbagli – ma prendere Re Carlo è stato un colpaccio.

La curiosità di vederlo all’opera è incontenibile, ma ad interessare non sono solo le vicende del campo. Quando si tratta di Napoli, infatti, la battaglia non inizia e non finisce mai nel rettangolo verde. Per questo motivo, dall’ufficialità del suo arrivo a Napoli, c’è una domanda che balena nella testa di tanti: ma adesso, con un tecnico del suo calibro, l’Italia ci rispetterà di più?

Senza togliere nulla a Sarri, alla “grande bellezza” che da solo ha inventato e che forse neanche si vedrà più, senza togliere al miracolo che ha fatto, al suo legame viscerale con la città e con la squadra, è impossibile non ammettere che Ancelotti abbia – per l’opinione pubblica – tutt’altro fascino e ammirazione.

Sarri, sempre sincero, schietto, verace (esagerando, a volte), spesso scomodo per giornalisti e colleghi; Ancelotti, tutto l’opposto: diplomatico ed equilibrato, amato praticamente da tutti.

Poiché in questa stagione si è raggiunto forse l’apice della “campagna anti-napoletana”, con cori praticamente in quasi tutti gli stadi italiani, dichiarazioni da dimenticare e anche qualche episodio sul piccolo schermo non proprio felice, sarà curioso scoprire cosa accadrà con Re Carlo.

Il suo curriculum, l’aura da vincente che lo avvolge, potrebbero mitigare le offese contro i napoletani? Non ci sentiamo di escluderlo, sinceramente. Ma sarà anche interessante capire come il tecnico azzurro reagirà davanti alle telecamere qualora si ripetessero gravi episodi di razzismo territoriale.

Sarà davvero l’anno giusto per cambiare la storia in tutte le sue forme?

Di una cosa, però, siamo sicuri: nessuno mai saprà difendere Napoli come mister Sarri, un vero e proprio paladino dal cuore azzurro.

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