Hamsik: “Il presidente mi disse ma andò vai. Orgoglio e appartenenza…”

Ci ha tenuto con il fiato sospeso il capitano azzurro Marek Hamsik nelle prime battute del calciomercato. Dopo l’addio di Jorginho, ufficializzato solo un paio di giorni fa al Chelsea ma già ufficioso da almeno un mese, il secondo addio devastante sembra essere proprio quello dello slovacco, stuzzicato dalla possibilità di trasferirsi in Cina.

Ma alla fine tutto è bene ciò che finisce bene. Il capitano ha abbandonato e cestinato ogni suggestione cinese e ha suggellato il suo contratto d’amore con il Napoli. A rivelare alcuni retroscena su quella che è stata la sua decisione di continuare ad essere il capitano azzurro, lo ha rivelato lo stesso Hamsik in una lunga intervista al Corriere dello Sport:

Non era la prima volta che nasceva la possibilità di andare via da Napoli. Diciamo che così avrei sistemato la famiglia definitivamente. Ma mi ero dato come scadenza il 9 luglio. Se entro la data del ritiro non fosse successo nulla, avrei lasciato perdere. Poi a maggio avevo già parlato con il presidente di questa offerta dalla Cina e mi disse: Ma andò vai… questa è casa tua“.

Non è mancata la domanda su Sarri, ormai nuovo tecnico del Chelsea: “Ci siamo lasciati normalmente. Mi ha mandato un messaggio al primo giorno di ritiro come capitano del Napoli, chiedendomi di diffonderlo alla squadra: ci faceva gli auguri per il futuro“.

Invece con Ancelotti alla guida tecnica della squadra, per Hamsik si prospetta un nuovo ruolo, come direttore della regia del centrocampo:E’ una cosa che mi intriga e incuriosisce. Mi ci calo con interesse e ottimismo. Se può allungarmi la carriera questa scelta? Non lo so non ci ho pensato. Quando Ancelotti mi ha detto che avrebbe voluto provarci mi ha dato nuovi stimoli”.

Un ritorno al precedente campionato e focalizzando l’attenzione su due partite in particolare, Inter- Juve e la sconfitta contro la Fiorentina, cosa ha fatto più male:Più che vincerlo la Juve, il campionato lo abbiamo perso noi. Perchè in quel weekend si sono miscelate due situazioni che ci hanno demoralizzato. Abbiamo avvertito il mondo caderci addosso”. 

Infine, sull’amore dei napoletani: “Non credo che possa cambiare né il legame che io ho con la gente né che la gente ha con me. Orgoglio ed appartenenza non sono evaporati. L’affetto è uguale se non superiore al passato”.

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