I 5 motivi per cui il San Paolo, quest’anno, è sempre vuoto

Aurelio De Laurentiis

Il San Paolo quest’anno non ha “ancora” visto quell’affluenza e quel pienone di spettatori che, precedentemente, non era mai mancato. Sia se fosse una partita di Champions o una di campionato contro le piccole della Serie A, i tifosi da stadio non si sono mai fermati davanti a questi dettagli.

Eppure, se l’importanza e il prestigio del match non è mai stato un freno, quest’anno sembra che di limiti ce ne siano, eccome. Anche per la partita in programma stasera, Napoli-Parma, il San Paolo non conterà più di 25 mila spettatori. Un dato sconcertante se si pensa che dall’inizio della stagione calcistica non si sono ancora avvistati più di 30mila tifosi. Una constatazione di fatto, che sembra non avere niente a che fare con la pura casualità.

Perché i rancori e le ostilità accumulati tra tifosi e società, già dai tempi di Dimaro, non sono per niente pochi né da sottovalutare. Un vaso di negatività riempito, colmato ed esploso in quello che sembra un silente e subdolo ammutinamento da stadio, volto a colpire un solo capitano: Aurelio De Laurentiis.

Senza ipocrisie è abbastanza palese e risaputo che l’eclettico Patron del Napoli non vada “a genio a molti”. Ma l’ostilità sembra aver raggiunto negli ultimi mesi dei livelli pericolosi. Infatti alle solite accuse ancestrali rivolte al presidente come quella di essere un “pappone” più interessato all’aspetto imprenditoriale del Napoli che a quello calcistico, ce ne sono state altre che sembrano aver messo sul piede di guerra i tifosi.

Come l’acquisto del Bari che è stato visto da molti come una mossa azzardata e soprattutto fatta in tempi sbagliati, cioè nel pieno del calcio mercato, quando i tifosi si aspettavano l’arrivo di un top-player per completare la rosa…no di una squadra intera.

A ciò si aggiunga la questione stadio con l’annessa diatriba tra Comune e Società calcistica, che ha svelato le tante contese di sottofondo che hanno trascinato la questione ad un punto di non ritorno. Prova schiacciante di questo rapporto incrinato sono le reciproche accuse lanciate dal presidente e il sindaco, quest’ultimo supportato dalla sua amministrazione comunale, che si possono riassumere così: da una parte “de Magistris che non sa fare il sindaco” (secondo ADL), dall’altra “De Laurentiis non sa fare il presidente” (secondo l’amministrazione partenopea).

Per non parlare dell’idea di trasferire stadio e centro sportivo in altre terre e in un’altra città, per alcuni è sembrato un affronto.

Altro affronto è la famosa frase pronunciata dal Presidente a Dimaro: “Se volete vincere tifate Juve“, per poi rincarare la dose con “Meritereste i cinesi”: un’uscita estremamente infelice, sulla quale tra l’altro non è stato fatto alcun passo indietro.

E una volta che il pentolone bolliva di problemi e ostilità, per condire il tutto sono stati “buttati” dentro anche i tifosi, con un aumento dei prezzi dei biglietti che ha scatenato l’ira dei napoletani. E non importa se Aurelio abbia fatto un passo indietro, ritornando a prezzi più ridotti e mettendo in vendita il mini-abbonamento per la Champions.

Perché il tifoso napoletano perdona, ma non dimentica.

Vedere un San Paolo “vuoto” è un colpo al cuore. Presagi e pronostici li lasciamo ai maghi e agli indovini, ma la speranza che tutta questa bolla di critiche e asperità possa “volare via e rompersi”, ce la teniamo. Come l’augurio che il San Paolo ritorni quello di un tempo.

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