Insulti negli stadi, Ancelotti: “Sospendere le partite. Italia culturalmente indietro”

Carlo Ancelotti
Foto: pagina Facebook SSC Napoli

Carlo Ancelotti, tecnico del Napoli, ha girato mezza Europa nella sua lunga e vincente carriera, ma l’Italia, a suo dire, è decisamente indietro per cultura negli stadi. Le parole di Ancelotti sono arrivate in occasione del dibattito tecnico tra gli allenatori all’Auditorium di Coverciano, in occasione della Panchina d’Oro. “In Italia, a livello di cultura siamo indietro, pensiamo ancora che una partita di calcio sia una battaglia, invece è un evento e la maleducazione non deve più entrare” ha spiegato Ancelotti. “È difficile se non impossibile essere insultati in Inghilterra, mentre in Francia non c’è la passione che c’è in Spagna e in Italia, la gente non è così coinvolta e appassionata“, ha ancora spiegato.

Poi, un esempio pratico di civiltà che arriva dalla sua esperienza: “In Spagna c’è rivalità forte tra Barca e Real Madrid (sua ex squadra) ma non la maleducazione che c’è negli stadi italiani“. Ma la soluzione è a portata di mano: “Ora abbiamo un vantaggio: si possono sospendere le partite. Si è fermata per la pioggia e si possono fermare anche se si insulta, si può fare e penso che lo faremo“. Parole chiare, quelle di Ancelotti che spesso è stato in prima persona bersaglio di insulti: l’ultimo episodio è stato quello registrato in occasione di Juventus-Napoli dello scorso settembre, con i tifosi bianconeri che lo presero di mira per il suo passato non felicissimo alla guida dei piemontesi.

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