Hamsik-Cina: non è finita. C’è ancora tempo per prendere in giro i napoletani

Sembra un film, invece è la realtà. De Laurentiis, che di cinema se ne intende, ha spiazzato tutti, facendo saltare (almeno momentaneamente) il trasferimento di Hamsik in Cina. Come un finale a sorpresa, il patron del Napoli ha cambiato le ultime battute di una sceneggiatura già scritta. Era ormai tutto pronto. Il saluto al San Paolo semivuoto, la festa di addio con i compagni di squadra, il benestare del tecnico Carlo Ancelotti. Perché, quindi, credere che Hamsik sia destinato a rimanere a Napoli?

Il comunicato diffuso ieri sera dalla società azzurra è piuttosto bizzarro. “Il Calcio Napoli ha deciso di soprassedere alla cessione di Marek Hamsik“. Attenzione a quel “soprassedere“, messo lì non a caso. Il significato è di “soprassedere” è quello di “differire, rimandare una decisione o l’esecuzione di qualcosa“. Quindi, la trattativa non è chiusa, ma soltanto rimandata.

Poi, nel comunicato non viene mai fatta menzione della squadra con cui il Napoli ha condotto le trattative, ovvero il Dalian Yifang. Il club viene citato semplicemente come “i cinesi“. Che la società partenopea non conosca nemmeno il nome della squadra con cui sta trattando un proprio giocatore sembra francamente difficile da credere. Banalmente, il comunicato evidenzia soltanto l’enorme superficialità e pressapochismo avuto dalla SSC Napoli in questa bislacca trattativa.

Dicevamo, però, che non è ancora finita. Il mercato italiano si è chiuso da una settimana, ma quello cinese resterà ancora aperto fino al 28 febbraio. Quasi 20 giorni di trattative. Un’eternità. Il vero scoglio, come si è evinto dal comunicato, riguarda le modalità di pagamento. De Laurentiis avrebbe voluto i 20 milioni subito. Il Dalian, invece, avrebbe presentato soltanto un prestito oneroso da 5 milioni di euro, con un diritto di riscatto e pagamento rateizzato. Pagare moneta, vedere cammello: questa, la linea inflessibile della società, che non vuole cedere di un millimetro.

In attesa di capire come si evolverà la situazione, restano alcuni punti da risolvere. Il primo, riguarda proprio Marek Hamsik. Già, perché lo slovacco era già con le valigie in mano. Il rischio, molto concreto, è quello di tenersi in casa un giocatore scontento, che avrebbe preferito cambiare aria. Poi, altro punto molto importante riguarda la strategia comunicativa avuta sin qui dal Napoli. Il comunicato di ieri sera è sostanzialmente una barzelletta. Il Napoli non ha chiuso ancora la trattativa, eppure la maggior parte dei tifosi crede fermamente che Hamsik resterà al Napoli.

Deve ancora finire il mese di febbraio prima che questa convinzione possa diventare certezza. E non sarebbe comunque finita, visto che a giugno potremmo assistere allo stesso teatrino. La società, nel frattempo, tace. Non una sola parola è stata spesa da De Laurentiis o Giuntoli, colui che in effetti si occupa del mercato, almeno in teoria. Ancelotti è stato lasciato da solo, costretto a commentare una trattativa che non gli compete. E nel frattempo, si continua a prendere in giro i tifosi napoletani: “Hamsik va via, anzi no, resta. Forse va di nuovo via“. La società ha l’obbligo morale di fare definitivamente chiarezza su questa vicenda.

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