Ecatombe di tifosi al San Paolo, mai così in basso negli ultimi 10 anni

Ssc Napoli incentiva la raccolta differenziata, in palio i biglietti per la partita del 18 MaggioMai così in basso negli ultimi dieci anni. Sembrano lontanissimi i fasti di quel Napoli-Cittadella del 2004 che segnavano il ritorno sul campo dopo il drammatico fallimento societario. Quel giorno 60 mila anime affollarono lo stadio San Paolo, lasciato nelle ultime settimane tristemente vuoto.

Un’ecatombe di tifosi, seppelliti da un malcontento che progressivamente ha affievolito la voglia di seguire la squadra del cuore. I numeri parlano chiaro: in questa stagione la media spettatori in campionato è la peggiore dell’ultimo decennio. 31.000 paganti a partita (abbonati compresi, ndr), contro i 43.000 della stagione appena conclusa.

MEDIA SPETTATORI ULTIMI 10 ANNI

2009/2010 – 45.812

2010/2011 – 45.608

2017/2018 – 43.072

2013/2014 – 40.632

2011/2012 – 40.415

2012/2013 – 39.636

2015/2016 – 38.707

2016/2017 – 36.557

2014/2015 – 33.825

2018/2019 – 31.019 (in corso)

I dati confermano una parabola discendente che si è attivata nel 2015/2016 fatto salva la parentesi dell’ultimo anno sarriano. E c’è di più. Tra le 10 partite con meno spettatori dal 2009/2010 ad oggi, ben 4 risultano giocate in questa stagione.

2016/2017 Napoli-Bologna 21083

2014/2015 Napoli-Parma 20799

2018/2019  Napoli-Fiorentina 20131  

2018/2019 Napoli-Sampdoria 19455

2018/2019 Napoli-Lazio 19448

2016/2017 Napoli-Chievo 19942

2015/2016 Napoli-Lazio 18766

2014/2015 Napoli-Palermo 18521

2016/2017 Napoli-Empoli 15912

2013/2014 Napoli-Verona 10000

Cifre misere che fanno riflettere. Perché se i risultati sportivi del Napoli sono cresciuti, la presenza dei suoi tifosi allo stadio è stata inversamente proporzionale. Il picco si sta registrando in questa settimane. C’entrano poco o nulla le mancanze dell’impianto, i prezzi che mai come negli ultimi tempi sono popolari come nessun club in Serie A ha fatto. Quello che manca è la scintilla capace di accendere il fuoco della passione. Un fattore emotivo che sta scatenando una mancanza di affetto impronosticabile alla vigilia.

Da un lato la Juventus capofila inarrestabile, dall’altro l’addio di Sarri che ha segnato il risveglio improvviso dal sogno scudetto. Un secondo posto in ghiaccio che addirittura scoraggia, perché nel limbo di questo campionato le anime dei tifosi azzurri stanno vagando senza una meta ben precisa. La frattura insanabile tra Aurelio De Laurentiis e una parte della tifoseria diventa la ciliegina sulla torta, un dettaglio non determinante ma semplice corollario ad un teorema che per essere spiegato avrebbe bisogno di uno psicologo.

Quel che succederà nei prossimi mesi rappresenta un enigma. C’è però la Juventus alle porte e potrebbe essere l’occasione per far tornare a ruggire il San Paolo. Quei 60.000 di Napoli-Cittadella non possono rimanere uno spot per il calcio. Quella fede totalizzante dei napoletani con la propria squadra di calcio, sta mostrando il rovescio di una stessa medaglia.

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