Carlo Alvino litiga con i tifosi: è il simbolo di una stampa allineata pro ADL

Carlo AlvinoCarlo Alvino litiga con alcuni tifosi del Napoli. Ci eravamo abituati a sentirlo difendere la fede partenopea scagliandosi contro quei napoletani ma tifosi bianconeri che spesso e volentieri intervenivano durante le sue trasmissioni. Ma ieri fuori allo stadio San Paolo, pochi minuti prima del fischio d’inizio, si è sfiorata la rissa. E’ volato qualche spintone, poi la situazione è fortunatamente ritornata alla normalità.

L’oggetto del contendere tra il giornalista, inviato di TV Luna, e il tifoso azzurro è Aurelio De Laurentiis. Se ne critica l’operato, la distanza siderale con la Juventus. Da qui la difesa ad oltranza del cronista che risponde piccato, alza il tono della voce, provoca. Al netto delle ingiustificabili condotte aggressive di alcune persone, il fatto fa riflettere.

Alvino insieme ad una parte consistente della stampa napoletana sembra schierato a prescindere dalla parte del presidente. Posizione rispettabilissima. Ma il nocciolo della questione è un altro. Un giornalista ha il dovere di comportarsi ed esprimersi con equilibrio e compostezza, di compiere quel lavoro di mediazione intellettuale e di interpretazione della realtà. Abbiamo, invece, assistito ad un modo di fare informazione che viene solitamente svolto da un ufficio stampa e non da chi di mestiere fa il libero professionista.

Si straparla della cattiva informazione sul web, di una nuova generazione di giornalisti impegnati a svolgere una funzione di copywriter, di svilire un mestiere con una reputazione divenuta assai modesta in ragione di un clic. E poi ci si accorge che gli “anziani” impegnati tra tv e carta stampata cadono in scivoloni e difese d’ufficio senza precedenti, in alcuni casi dimenticandosi quanto il codice deontologico impone.

Per fortuna esiste una parte che ancora si ostina orgogliosamente e quasi ideologicamente a tenere la schiena dritta, non allineandosi ad un pensiero, divenuto quasi un dogma, per potersi esibire in arringhe personali dimenticandosi che il vero fruitore dell’informazione è il tifoso napoletano e non il presidente De Laurentiis.

Un confronto leale, civile, pacato, sereno e composto sta alla base di un confronto educato tra stampa e lettori.

 

 

 

 

 

 


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