Il Napoli non segna più, ma è sterile anche la Juve del fenomeno CR7

Milik CR7

Domina il segno meno nelle statistiche di questa stagione del Napoli se comparate a 12 mesi fa. Sul banco degli imputati si siede l’astinenza da gol degli attaccanti, una smarrita via del gol che fino a qualche settimana fa sembrava rappresentare l’ultimo dei problemi nel disperato tentativo di inseguire la cannibale Juventus.

Carlo Ancelotti possiede le chiavi per invertire la rotta e nel post Napoli-Torino non ha cercato alibi per l’impalpabilità mostrata sottoporta: «Non si può creare diciotto palle gol in 180’ senza fare gol, questa è una cosa da accettare con serenità ma da migliorare. E questo è possibile partendo dal piccolo dettaglio, dai contropiedi, dagli anticipi, dalle conclusioni e dai cross. Ma non facciamo di tutta l’erba un fascio, la squadra gioca molto bene. Non finalizza la mole di gioco che riesce a creare e questa è una colpa nostra».

TUTTI I MENO DELLA STAGIONE DOPO 24 PARTITE DI CAMPIONATO 

PUNTI IN CAMPIONATO 53 (-10)

GOL FATTI 42 (-12)

GOL SUBITI 18 (-3)

DISTANZA DALLA PRIMA -13 (l’anno scorso alla 24esima giornata Napoli primo a +1).

I fattori numerici indicano una contrazione verso il basso della cifra tecnica del Napoli che rimane però la seconda forza del torneo. Ma questa stagione esprime anche valori diversi e senza dimenticarsi dei problemi realizzativi è possibile rintracciare attraverso i numeri dei nuovi equilibri che modificano l’assetto della Serie A rispetto alla stagione trascorsa.

Se è vero che il Napoli ha segnato 12 gol in meno, allo stesso tempo la prima e la terza fanno lo stesso. La Juventus nonostante CR7 ha realizzato 9 segnature in meno, l’Inter 6. La diminuzione maggiore l’avverte la Lazio che addirittura può “vantare” un -26. Segnano di più Roma (+8), Milan (+1) e Atalanta (+15). Il segno meno riguarda anche le reti complessive segnate nell’arco del campionato. Alla 24esima della scorsa stagione sono stati siglati 654 gol contro i 635 (-19).

Si segna complessivamente di meno, perché il torneo ha subito un sensibile livellamento verso l’alto o verso il basso a seconda dei punti di vista. Quest’anno non ci sono Benevento e Crotone che subivano gol a grappoli e la distanza della zona retrocessione rispetto a quella EL e Champions League si è notevolmente assottigliata: -24 dal quarto posto e – 20 dall’ultimo posto utile per giocarsi la vecchia Coppa Uefa. 12 mesi fa i distacchi erano più larghi, rispettivamente a -30 e -21.

Si può discutere sul fattore fortuna, su decisioni arbitrali, sugli infortuni, squalifiche e pali. Ma i numeri restano uno dei pochi elementi oggettivi nel calcio, sebbene spesso sono incapaci di raccontare fino in fondo la verità. I segni meno accanto al Napoli descrivono di una squadra modificata tatticamente ma non negli uomini. Presenta delle difficoltà che si traducono in meno spettacolo e meno gol. Ma è evidente che il livello delle “piccole” è cresciuto e sta avendo un impatto sull’intero campionato. Basta inserire quest’anno Benevento e Crotone al posto delle ultime due di questo campionato e forse i numeri sarebbero molto simili a quelli della scorsa stagione.

Il Napoli dell’ultimo anno di Sarri ha fatto qualcosa di superbo, andando al di là delle sue aspettative. Era quasi impensabile riuscire a ripetersi con gli stessi uomini. Le partenze di Hamsik e quella probabile di Allan in estate fanno pensare ad una rivoluzione lenta, graduale, che modificherà la struttura della squadra. E forse anche il confronto dei numeri sarà meno spietato.

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