Napoli ad un bivio: Arsenal ultima spiaggia per evitare una stagione fallimentare

Il Napoli visto contro il Genoa è stato un disastro. La bellissima prestazione contro la Roma, asfaltata per 4 a 1, con un Napoli allora gagliardo e motivato, rischia di essere l’ultima immagine fulgida e felice di una squadra che attualmente sembra andare allo sbaraglio vittima di un calo motivazionale pericolosissimo.

La questione scudetto brucia, è vero. Vedere per l’ottavo anno consecutivo la Juventus conquistare di nuovo un tricolore, scontato per la compagine bianconera ma importantissimo per il Napoli, che da due anni a questa parte e in maniera seria lo insegne con costanza e determinazione, fa male. Ma ormai il tricolore è ipotecato, tanto che alla Juventus basta un pareggio nella prossima gara per stappare lo champagne e festeggiare con largo anticipo.

Ma lasciarsi ridimensionare nel fisico e nella mente da un obiettivo mancato, non è un atteggiamento plausibile o giustificabile per una squadra al secondo posto in classifica. Anche perché se per un verso il campionato sta ormai per concludersi a favore di un vincitore, quello del Napoli è decisamente ancora aperto. Gli azzurri hanno il dovere di difendere il secondo posto sia per una mera questione di prestigioso ed essere riconosciuti come la seconda compagine più forte della Serie A e sia perché l’Inter è pur sempre a -7 dal Napoli.

Quindi, se il Napoli continua a non vincere e ad accontentarsi di prestazioni mediocri, non solo la squadra di Spalletti potrebbe portare via il secondo posto agli azzurri, ma nel caso in cui il Napoli dovesse perdere tutte le prossime gare, o quasi tutte, potrebbe farsi avvicinare anche da Milan e Atalanta.

Insomma non scherziamo. Una constatazione amara non può inibire tutto quello per cui si è lottato e costruito fino ad ora, con sacrificio e volontà. Quindi basta giustificazioni e moventi puerili di chi pensa che il campionato, senza la valida corsa aperta allo scudetto, sia da considerare un “allenamento domenicale”. I tifosi non meritano questo atteggiamento, perché anche tra critiche a volte severe e contestazioni esagerate, i supporters azzurri non sono mai mancati all’appello quando la squadra aveva bisogno di loro.

Se questo è il Napoli che ha intenzione di presentarsi giovedì alla partita di Europa League contro l’Arsenal, e cioè una squadra che pareggia anche se agevolata dall’inferiorità numerica degli avversari, senza stimoli, senza idee di gioco e carente di goal, è meglio che Ancelotti pensi bene a cosa fare. Per non parlare che del fatto che un Napoli così debole può che essere un facile boccone di un Arsenal agguerrito, giovane e pimpante.

Senza girarci intorno l’Europa League è oggi l’unico obiettivo che il Napoli deve raggiungere. Vincere questa competizione europea non varrebbe solo come “dignitosa” consolazione allo scudetto mancato, ma dimostrebbe che in Italia le cose stanno cambiando: non sarebbe più solo ed esclusivamente la Juve ad avere il monopolio assoluto di ogni tipo di vittoria nel calcio dalla sponda italiana, ma che una nuova “potenza” si sta rialzando ed è pronta a sottrarre un po’ di potere alla Vecchia Signora. E questa potenza, ha i colori del cielo.

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