Napoli-Verona: nessuno sgarbo sportivo. I motivi del ritardo scaligero

Tifosi VeronaNapoli-Verona continua a far parlare. Non per il risultato sul campo ma per quello è accaduto sugli spalti. Nessun complotto o sgarbo sportivo. Dietro il ritardo dei tifosi scaligeri allo Stadio San Paolo, arrivati solo nell’intervallo, ci sarebbe solamente una cattiva organizzazione della trasferta.

IL FATTO – Il 19 ottobre allo stadio San Paolo è di scena Napoli-Verona, ottava giornata del campionato di Serie A. Oltre 600 i tifosi della squadra ospite che hanno comprato il biglietto. Costo per ogni tagliando 39 euro, più uno di prevendita. Una trasferta che non è stata vietata nonostante sia considerata a rischio, dato l’odio calcistico tra le due squadre. I tifosi scaligeri però non hanno assistito a tutto il primo tempo. Sono infatti entrati allo stadio soltanto all’intervallo. Immancabili, appena arrivati, i cori contro i napoletani, tra cui: “Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il meridione”.

L’ACCUSA – Ma per il sindaco di Verona, Federico Sboariana, qualcosa è andato storto. Ed è più importante dei cori razzisti.

“E’ inaccettabile il trattamento che è stato riservato ai tifosi veronesi a Napoli, non ha spiegazioni. Non esiste in nessuna città che si impedisca a persone che hanno pagato regolare biglietto e fatto centinaia di chilometri di non entrare allo stadio. Un comportamento inspiegabile di cui chiederò conto con una lettera che sarà inviata al Prefetto e al Questore di Napoli. Con quali ragioni si fermano i pullman privando le persone di un diritto sacrosanto e anche pagato non poco?. Uno sgarbo inaudito ma anche sportivamente scorretto lasciare giocare una squadra senza i suoi sostenitori”.

Un caso che è diventato nazionale. Il deputato della Lega e commissario della Lega Veneto, Lorenzo Fontana, ha aperto un’interrogazione al ministro dell’Interno per  ‘fare chiarezza’ sul caso.

LA REPLICA – Secondo il ‘Corriere Veneto’, però dietro l’ingresso in ritardo dei tifosi del Verona, ci sarebbero ritardi organizzativi. I bus e i pulmini con i sostenitori scaligeri si sarebbero presentati al punto di controllo, predisposto dalla questura napoletana, ben un’ora e 45 minuti dopo l’orario stabilito.

Da una ricostruzione, alle 16,45 i mezzi sono arrivati nell’area di servizio San Nicola, in provincia di Caserta. Qui sono avvenute le operazioni di ‘bonifica’ con la perquisizione di zaini e borse. Seicento persone da identificare e controllare affinché nessuno introducesse allo stadio oggetti pericolosi. Le operazioni da parte del reparto mobile e della Digos di Napoli, sono terminate alle 17,20. I mezzi poi si sono incamminati verso lo Stadio San Paolo attraverso la strada più lunga ma più sicura, trafficata di sabato pomeriggio. Una volta giunti allo stadio, un quarto d’ora dopo il fischio d’inizio delle 18, i tifosi sono stati nuovamente controllati per passare i tornelli. Ed ecco spiegato il motivo del ritardo e il loro ingresso allo stadio alle 18.50.

Un motivo che non convince il sindaco Sboarina: “All’autogrill di San Nicola c’erano solamente due autobus, a fronte di centinaia di supporter veronesi. Ho scritto una lettera di protesta perché è chiaro che una responsabilità c’è”.

I PRECEDENTI – Il Verona è una neopromossa. Il 5 settembre del 2017 la trasferta non era stata vietata ai tifosi azzurri che si resero protagonisti anche di un episodio non roseo. Un bar, ritrovo dei tifosi gialloblu fu preso d’assalto da quelli partenopei. Per quell’episodio furono denunciati 35 tifosi azzurri. E scontri erano avvenuti anche nel 2018, quando furono arrestati 5 tifosi partenopei per un’agguato a quelli scaligeri.

E sull’argomento di vietare le trasferte, anche l’Assessore allo Sport del Comune di Napoli, Ciro Borriello ha detto la sua dalle pagine del ‘Corriere del Mezzogiorno’:

“Mi meraviglia il fatto che abbiano fatto venire qui i supporter del Verona quando è risaputa la rivalità, non solo sportiva, che esiste tra le due tifoserie. Al di là di questo io sono totalmente contrario alla chiusura dei settori ospiti, per cui quando mi si chiede dell’accaduto sono dispiaciuto, perché per me se possono venire è giusto che restino per tutta la partita. Sono decisioni che vengono prese da prefettura, questura e Gos che avranno valutato tenendo conto della sicurezza dei tifosi del Verona”.

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