Ancelotti: “Squadra bloccata mentalmente. Ho sentito Ibra ma domani vinciamo”

Carlo Ancelotti

Carlo Ancelotti prova a sollevare la squadra. E la serata di domani potrebbe essere quella decisiva per il futuro non solo della panchina dell’allenatore, ma soprattutto della stagione del Napoli. Se al sogno scudetto si è detto addio quasi subito, l’obiettivo principale resta dunque quello di arrivare il più avanti possibile in Champions League. Contro il Genk, ultimo in classifica con un punto conquistato in 5 partite, serve una vittoria per non guardare al risultato del Salisburgo che si trova proprio a tre lunghezze dagli azzurri.

Mister Ancelotti si è presentato oggi in conferenza stampa insieme a Meret per rispondere alle domande dei giornalisti. La squadra è chiamata, ovviamente, alla massima concentrazione e a una prestazione attenta, che miri al risultato senza sottovalutare un Genk che comunque punta a uscire dalla competizione a testa alta.

Le parole del mister sono chiare. E’ normale essere in discussione ma in questo momento non pensa a dimettersi. Anzi, l’allenatore è ottimista di passare il turno. E una vittoria contro il Genk può essere la scintilla per il campionato. Queste alcune delle sue risposte.

A chi gli chiede se serva uno psicologo in questo gruppo. Ancelotti risponde:

“Ho lavorato al Milan con uno psicologo e so che è una figura di grande aiuto. Dipende dai calciatori cosa pensano. Se lo intendono come un valorizzatore di risorse umane è positivo, se invece come uno psichiatra totalmente negativo”.

Cosa manca a questa squadra?

Risponde il portiere Meret:

“Non riusciamo a mantenere ritmi alti per tutta la partita. E’ più un fatto mentale, fisicamente stiamo bene come abbiamo dimostrato in Champions dando tutto in 90 minuti”.

Mister, la valigia è sul letto?

“Come la canzone, sì per un lungo viaggio. La valigia per un allenatore deve essere sempre pronta. Essere in discussione per un allenatore è assolutamente normale. Sono esperienze che ho già vissuto in passato. Non mi spaventa che un giorno la società possa decidere di esonerarmi, o io andare via. Se non si verificano determinate condizioni si deve andare avanti altrimenti da entrambi le parti si deve chiudere. Io non sto pensando questo. Sono preoccupato per la squadra, mi sento molto coinvolto in questo periodo negativo. La squadra non sta esprimendo quello che può dare e io sono il responsabile, ma solo perché in Champions abbiamo fatto cose di livello. Sto cercando di capire come trovare la soluzione migliore per uscire da questo momento che deve finire. E’ già durato troppo. Spero finirà. Non mi piace essere valutato per quello che ho fatto ma per quello che sto facendo e in questo momento probabilmente non sto facendo il meglio. I calciatori, nel bene o nel male, solo lo strumento che ha un allenatore per fare vedere le proprie qualità. Non vorrei mai che i giocatori giocassero per me”.

Quando è iniziato questo momento negativo?

“E’ difficile stabilirlo e non mi interessa. L’importante è sapere che deve essere risolto. Milik sta bene, ha recuperato e si è allenato con la squadra. Credo possa essere disponibile così come Allan che ieri si è allenato. Io posso controllare poche cose: la condizione fisica e mentale dei giocatori e mettere in campo la formazione migliore. Una cosa non rifarei, ma non la posso dire”.

A fare da capitano è Meret:

Noi come gruppo sappiamo che è una partita importante soprattutto per proseguire bene in campionato. Dobbiamo dare tutti il massimo. Tutto il gruppo non segue le voci che escono ma ci impegniamo a fare le cose sul campo. Dobbiamo dare tutti qualcosa di più. Io scendo in campo pensando che devo fare il meglio qualsiasi competizione sia, anche l’allenamento. Il gol preso a Udine? Non era una situazione di gioco facile. E’ stato bravo Lasagna e mi dispiace perché è nato tutto da una ripartenza che potevamo evitare“.

Ancelotti si aspetta domani una prestazione di livello.

Mi aspetto una prestazione convincente come le altre partite di Champions. Un cammino ben fatto e molto positivo. Non è un girone facile e il fatto di essere a un passo vuol dire che in questa competizione ha dato il massimo. Mostrando che possiamo competere. La squadra è preoccupata per quello che non riesce a fare, è l’aspetto mentale che conta. Erano più liberi nella partita di Liverpool, con meno responsabilità. Allan che non ha tra le caratteristiche migliori la qualità, determina una migliore qualità tecnica della squadra. Una sorta di paradosso perché se metto giocatori con più qualità la squadra trova più difficoltà nel gioco. Da equilibrio per difendere bene. Maksimovic ha avuto un problema, non sarà del gruppo. Fabian e Insigne? Non so se giocheranno domani. Ho due dubbi con la presenza di Allan e Milik.

Ibra non l’ho sentito oggi. Ieri sera sì, sta a Los Angeles e sta bene. Non ho rimpianti. Non vivo con i sé e i ma. Io mi dimetto? Sia sereno. Spero che la squadra passi il turno e questo serva a dare una scossa poi in campionato. Ho la sensazione che faremo bene, e spero passeremo come primi per avere un ottavo più abbordabile. Spero non sbagli io la formazione. Mario Rui che si arrabbia? Stavamo rientrando dopo un’azione offensiva”.

 

 

 

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