“Lavali col fuoco” costa come un bengala acceso in campo: solo multa per la Sampdoria

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La lotta al razzismo e a ogni forma di discriminazione territoriale purtroppo in Serie A continua a non avere risultati. Durante le partite di campionato, sono tanti i cori e gli striscioni che offendono i giocatori di colore e gli abitanti di Napoli.

Gli ultimi episodi riguardano uno striscione a Milano fuori San SiroNapoletani figli del colera, vi mettiamo in quarantena”; e i coriVesuvio lavali col Fuoco’ sentiti durante la partita Sampdoria-Napoli.

In particolare nella gara di ieri, si sono uditi distintamente e forti i cori contro i partenopei. Non una ma ben tre volte, soprattutto nei concitati minuti finali. Cori che in altre partite avevano visto la sospensione della gara. Come nel caso di Roma-Napoli dello scorso novembre, quando l’arbitro Rocchi sospese la partita per circa un minuto. In quel caso il Giudice Sportivo punì la Roma con un’ammenda di 30 mila euro.

Multa invece molto più leggera ha ricevuto la Sampdoria. Nonostante i numerosi insulti rivolti anche contro due meridionali: il napoletano Lorenzo Insigne e l’allenatore calabrese Gennaro Gattuso. Solo 10 mila la multa che dovrà pagare la società blucerchiata secondo il Giudice Sportivo che scrive:

“Ammenda di 10 mila euro alla Sampdoria per avere suoi sostenitori, al 15° nonché al 44° e 45° del secondo tempo, intonato cori insultanti di matrice territoriale nei confronti della tifoseria avversaria”.

Cori quindi ufficialmente sentiti tre volte e puniti con appena dieci mila euro. Lo stesso Giudice Sportivo ha punito per 8 mila euro l’Atalanta per aver lanciato oggetti di varia natura in campo, e di 3 mila euro la Sampdoria per il lancio del bengala sul terreno di gioco al 2′ minuto. Un bengala acceso ha quindi comportato una multa di 3 mila euro. Se i tifosi blucerchiati avessero lanciato tre bengala (come le volte dei cori), la multa per la Sampdoria sarebbe stata di 9 mila euro. Stessa cifra dell’ammenda avuta per i cori di discriminazione territoriale.

Qualcosa però si muove tra allenatori e giocatori. Il tecnico della Sampdoria, Claudio Ranieri, in conferenza stampa si era dissociato dai suoi tifosi e aveva chiesto scusa ai napoletani.

“I cori? Mi dispiace tantissimo, tanto più che sono molto legato a Napoli. Noi siamo bravi e, ripeto, mi dispiace. Chiedo scusa a tutti i tifosi napoletani, evidentemente i nostri tifosi erano arrabbiati con l’arbitro e si sono sfogati con cori che non c’entrano niente”.

Koulibaly, in panchina durante la partita, ha voluto esprimere la sua solidarietà con un post su Instagram: l’emoticon del Vesuvio, un cuore azzurro e la scritta: “No razzismo”.

 

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🌋 NAPOLI 💙 #KK #NoToRacism 💙 #SampNapoli 2-4 🌋

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