Valzer allenatori Serie A: come cambiano le prime sette in classifica

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Valzer allenatori: Spalletti, Inzaghi, Pioli, Gasperini, Allegri, Sarri, Mourinho. Ben cinque delle prime sette squadre in classifica della stagione appena conclusa, hanno cambiato allenatore. Sarri alla Lazio è ancora in dubbio, ma la firma appare imminente. Grandi ritorni, vecchie fiamme, nostalgia. Il prossimo campionato non sarà banale, di sicuro non durante le conferenze stampa.

Analizziamo le scelte delle società e vediamo chi ci ha guadagnato di più in questo valzer degli allenatori. I voti non tengono conto solo dell’allenatore scelto, ma di vari fattori: attuale situazione societaria, allenatore precedente, risultati precedenti.

Spalletti al Napoli, voto 6,5

Partiamo da un presupposto talmente evidente che non dovrebbe nemmeno essere esplicato, ma tant’è: un allenatore stimato da tutta la squadra non è un cattivo allenatore. La squadra è con l’allenatore non per simpatia, ma perché apprezza il suo modo di giocare, il suo modo di lavorare, il suo modo di rapportarsi. Le critiche a Gattuso riguardavano l’assenza di gioco e risultati. Ma se ci interessano i risultati (che rischiano di peggiorare le cose se letti male), allora ci devono interessare anche le statistiche.

Ecco quelle del Napoli:

– prima squadra ad arrivare quinta con 77 punti;
– 24 vittorie su 38;
– 43 punti nel girone di ritorno;
– battute almeno una volta tutte le prime 7 (Roma due volte), tranne l’Inter, contro cui è stata giocata una delle migliori partite stagionali;
– record di gol casalinghi in campionato del Napoli (50);
– prima squadra in Serie A per tiri in porta;
– terza squadra in Serie A per possesso palla;
– terzo miglior attacco;
– terza miglior difesa;
– Gattuso secondo miglior allenatore per percentuale di vittorie dell’era De Laurentiis, dopo Sarri.

Il tutto, con 19 partite in 64 giorni da gennaio a marzo e con mezza squadra titolare fuori per due mesi. Continuare con Gattuso e non buttare via un anno e mezzo di lavoro non sarebbe stata un’assurdità, perché il tecnico calabrese da quando è arrivato a Napoli non ha mai giocato in un campionato normale.
Ormai Gattuso è il passato, il futuro del Napoli è Luciano Spalletti. E per una squadra che dovrebbe giocare l’Europa League (aspettando le difficili sanzioni Uefa per la Juventus), era il meglio che potesse arrivare. Il modulo utilizzato dovrebbe essere lo stesso di Gattuso. Le sue squadre hanno sempre segnato tanto, quindi dovrebbe anche far divertire. Bisogna soltanto vedere le cessioni importanti, che purtroppo quest’anno sono quasi certe, e stare attenti al rapporto con i giocatori. L’esperienza non manca e nemmeno l’abitudine a gestire la pressione di piazze particolari. L’ossatura della squadra però resterà quella e in un campionato normale già ha dimostrato di poter fare grandi cose. Basta solo farla lavorare, evitare inutili critiche alla prima difficoltà e avere fiducia. Perché alla fine, per quanto possa essere importante l’allenatore, gli episodi, le partite e i trofei li decidono sempre i giocatori.

Inzaghi all’Inter, voto 6,5

L’era Conte all’Inter è finita prima di cominciare. Uno Scudetto in bacheca ma anche due eliminazioni ai gironi di Champions. I problemi economici sembrano seri in casa nerazzurra, quindi si è optato per Simone Inzaghi. Scelta giusta se si considera il modulo che è uguale a quello del predecessore (3-5-2), anche se diverso nell’interpretazione. E questo potrebbe giovare ai giocatori più tecnici della rosa. Inzaghi è alla sua prima esperienza in una vera big e arriva in un momento particolare, quindi potrebbe non avere troppe pretese dal punto di vista del mercato. Comunque serve riconfermarsi in campionato e l’obiettivo minimo è un passaggio del turno in Champions ma con i problemi economici dell’Inter le cessioni sembrano un obbligo.

Pioli al Milan, voto 6,5

Il Milan è l’unica insieme all’Atalanta delle prime sette squadre a non aver cambiato allenatore. Le sette sconfitte da gennaio a maggio sono state pesanti, facendo passare il Milan dal primo posto a un possibile quinto. Se l’Atalanta avesse avuto l’obbligo di vittoria all’ultima giornata, forse la stagione dei rossoneri sarebbe stata clamorosamente negativa. In quei mesi Pioli è stato messo in discussione, dato che non solo i risultati latitavano, ma anche il gioco. Tuttavia, forse sbagliando, il risultato conta più di tutto. Quindi per la differenza di uno o due punti si decide la permanenza di un allenatore? Proseguire con Pioli è giusto, un anno e mezzo non si può buttare così se il risultato è stato raggiunto, ma resta un azzardo perché c’è un’incognita: il Milan è quello del girone d’andata o quello del girone di ritorno?

Gasperini all’Atalanta, voto 9

Se l’Atalanta è diventata quello che è diventata lo deve a una scelta societaria azzeccatissima: proseguire con un allenatore per anni. Sembra passata un’eternità, ma molti avranno dimenticato che a gennaio è andato via il miglior giocatore della squadra, il Papu Gomez. Qualcuno se n’è accorto? No. Perché la squadra di Gasperini, pur non avendo fenomeni, forse solo due, è perfettamente collaudata. Ognuno sa cosa fare e quando farlo. Certi livelli di gioco non si raggiungono dalla sera alla mattina. Con un paio di innesti diventerebbe davvero la squadra più pericolosa. Non prendere parte a questo valzer allenatori è corretto.

Allegri alla Juventus, voto 7-

Ritorno alle origini per la Juventus, che prendendo di nuovo Allegri ammette il fallimento del progetto degli ultimi due anni. Allontanato chiaramente per la mancata vittoria della Champions League con una squadra a fine ciclo, ritorna con un Chiesa, un Kulusevski, un De Ligt e sicuramente qualche altro giocatore in più. Né Sarri (che nonostante non abbia potuto avere giocatori adatti al suo gioco, ha comunque vinto lo Scudetto), né Pirlo sono piaciuti alla società. Sembrano due anni buttati, in cui la Juventus ha costruito poco, salvo eventuali future e probabili consacrazioni dei giocatori sopracitati e l’innesto di nuovi elementi. Bisognerà vedere il destino di Ronaldo, che secondo alcune voci Allegri reputava poco utile alla causa già tre anni fa. Lo Scudetto ad Allegri non basterà più e se è stato esonerato per non aver vinto la Champions, la scelta di richiamarlo sembra particolare. Ma è comunque un allenatore di esperienza che conosce l’ambiente e ha già raggiunto la finale per due volte. Lotterà sicuramente per lo Scudetto.

Sarri alla Lazio, voto 8

Dopo cinque anni termina l’era Inzaghi. La Lazio è una squadra che da anni oscilla tra il quinto e l’ottavo posto, con l’exploit della stagione 2019/20. Quell’anno sembrava potesse lottare per lo Scudetto, salvo poi finire addirittura quarta. Ed è per questo motivo che la scelta di Sarri, che sembra ormai prossimo alla firma del contratto, è probabilmente giusta. Il tecnico toscano sarebbe l’ultima pedina di questo interessante valzer allenatori. Ha sicuramente bisogno di tempo per amalgamare la squadra e far recepire i dettami del suo calcio, ma il gioco potrebbe valere la candela. Se le cose dovessero andare male, difficilmente la Lazio scenderebbe oltre il settimo o ottavo posto, quindi il rischio potrebbe essere calcolato, a patto di proseguire con Sarri per più di un anno almeno e che Lotito compri qualcuno di affine al progetto tecnico. Per Sarri la rosa attuale ha bisogno di qualche miglioria, soprattutto in difesa.

Mourinho alla Roma, voto 7+

La Roma, nonostante una semifinale di Europa League, ha giustamente deciso di prendere un nuovo allenatore. Non perché Fonseca non sia bravo, ma se fai 3 punti in tutto il campionato contro le big c’è un problema.
Con Mourinho la Roma ha fatto la scelta più ambiziosa in questo valzer degli allenatori. Negli ultimi anni il tecnico portoghese ha inanellato una serie di esoneri e pessime stagioni. Certo, spicca l’Europa League con il Manchester United del 2016/17, ma vennero spesi circa 200 milioni di euro più un Ibrahimovic preso gratuitamente. Tuttavia, per una piazza calda come quella di Roma, con una squadra che da qualche anno oscilla tra il quinto e il settimo posto, Mourinho potrebbe portare voglia di vincere, giocatori ed entusiasmo. Bisogna però fare attenzione: con Mourinho o è bianco o è nero, o risorgi o scoppi. Storicamente è l’allenatore che più fa spendere alle squadre che allena, bisogna vedere se la Roma abbia intenzione di assecondare le sue scelte. Ricordando che dovrebbe avere uno Zaniolo in più.

Insomma, il valzer allenatori ha portato grande interesse per la prossima stagione. E non è finita. Dopo l’Europeo si entrerà nel mercato dei giocatori e lì le cose potrebbero cambiare radicalmente. Staremo a vedere.

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