Il Napoli va in Europa con Osimhen: solo quattro partite degli azzurri, ma qualche indizio

napoli osimhen

Anche la gara di Europa League finita 2-2 contro il Leicester è ormai storia. Una partita dominata dal Napoli, ma soprattutto da un uomo in particolare: Victor Osimhen. Il nigeriano ha offerto una prestazione maiuscola, impreziosita da una doppietta pesantissima e tante belle giocate.

Un primo bilancio della stagione è sicuramente prematuro visto che siamo a metà settembre, ma si sono verificate situazioni molto simili nelle diverse gare. Le prime quattro uscite stagionali del Napoli hanno in comune una cosa: gli azzurri si sono trovati in una situazione svantaggiosa ma sono sempre riusciti ad uscirne bene. In 10 uomini contro il Venezia per tutta la gara. Sull’1-1 contro il Genoa a 6′ dalla fine e con l’emergenza attaccanti. Sotto di un gol contro la Juventus a fine primo tempo. Sotto di due gol contro il Leicester a 25′ dalla fine.

“Uomini forti destini forti”, dice il tecnico Luciano Spalletti. La squadra è preparata ad affrontare l’imprevisto, e il tifoso del Napoli, di imprevisti in queste stagioni ne ha visti anche troppi. Anche se negli ultimi anni non sono tantissime le partite che gli azzurri, sul campo e per occasioni create, non meritavano di vincere. Eppure non le vincevano. Analizzare il calcio giocato in base al risultato non solo è inutile, ma anche troppo facile e presuntuoso. Prendendo in esame soltanto il campionato dell’anno scorso, partite dominate come contro Inter, Spezia, Genoa, sono state addirittura perse. Sono quindi ben 9 punti gettati al vento, punti fondamentali in ottica classifica dato che a separare il secondo dal quinto posto sono state solo due lunghezze (79/77). E situazioni del genere si ricordano anche negli anni di Sarri.

Non è solo questione di allenatore o di cambio di mentalità, il Napoli negli ultimi tempi viene considerata una squadra da sesto o settimo posto perché la classifica dice questo. Allora si dovrebbe dire che ogni piazzamento in classifica sia veritiero. Ma in uno sport come il calcio, in cui purtroppo spesso gli episodi casuali decidono le partite, non può essere così.

Se Forte del Venezia non prende il palo, la partita il Napoli non la vince. Se il Var non annulla il gol del Genoa al limite, se Szczesny e Kean non fanno due papere clamorose, il Napoli non vince. E se andiamo a riguardare le partite, il Napoli continua a prendere gol alla prima occasione subita.

La serata di Osimhen nel pareggio col Leicester

È accaduto anche ieri sera contro il Leicester. Gli uomini di Brendan Rodgers hanno segnato nelle uniche due occasioni avute. Per fortuna del Napoli ieri è stata la serata di Osimhen. Due gol uno più bello dell’altro, assist al bacio per i compagni, tanta corsa, tanto pressing e tanta voglia. Per una piazza che ama “la maglia sudata”, Osimhen nonostante abbia ancora ampi margini di miglioramento, non può non piacere. La sua sfortuna è quella di interpretare il ruolo di Cavani e Higuain, due mostri sacri del passato della società azzurra, ma il ragazzo ha dalla sua la giovane età. “Osimhen deve ancora conoscere delle cose e poi diventerà un superbomber.” Questo pensa Spalletti del nigeriano.

Sia chiaro anche in questo caso: se Osimhen non fa una prodezza sul primo gol, gli azzurri non pareggiano un’altra partita dominata su tutti i fronti.

Cosa ci dicono queste quattro partite del Napoli

Non è cambiato molto (in campo), ma è cambiato tutto (nei risultati, per il momento). Il Napoli sono tanti anni che ha un percorso ed è molto riconoscibile come identità. Da Benitez a Sarri, da Ancelotti a Gattuso, fino a Spalletti. Il Napoli ha giocatori importanti, eppure viene sempre sminuito anche dai suoi stessi tifosi. Tuttavia se il Napoli, dati e statistiche alla mano, è ogni anno tra le prime per occasioni create e tra le prime per meno occasioni concesse, vuol dire che forse in queste sole quattro partite il Napoli sta semplicemente raccogliendo quello che avrebbe dovuto raccogliere anche in passato. Gli azzurri partono comunque dietro ad alcune squadre in Serie A, questo lo sappiamo, e l’obiettivo resta il piazzamento Champions, ma può essere solo un bene giocare senza eccessive pressioni. Con buona pace degli opinionisti del risultato.

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