Koulibaly contro Vlahovic: la sfida che infiamma Fiorentina-Napoli

koulibaly vlahovic

Domani è un giorno importante per Napoli e Fiorentina. Da una parte gli azzurri vorranno subito riprendere il cammino dopo la sconfitta in Europa League e continuare la striscia di 6 vittorie consecutive. Dall’altra la Viola con una vittoria registrerebbe la sua seconda miglior partenza nell’era dei tre punti a vittoria in Serie A, eguagliando i 15 punti ottenuti nelle prime sette nel 1998/99.

Tra due squadre in salute, decisivi potrebbero essere due degli uomini più in forma: Koulibaly e Vlahovic, una sfida nella sfida. “Koulibaly è il difensore più difficile da affrontare. È il migliore”. Così si apriva un’intervista di Dusan Vlahovic sui canali social inglesi della Fiorentina. Era il 2019. Chissà se il serbo avrà cambiato idea nel frattempo, ma ne dubitiamo.

Il duello è interessante perché Dusan Vlahovic gioca spesso spalle alla porta e dialoga con i compagni, sfruttando il suo fisico imponente di 190 cm. Con la sua stazza cerca di fare a spallate con i difensori avversari. Quando il difensore avversario si chiama Kalidou Koulibaly, il compito sarà molto più difficile. Parliamo di un difensore sia veloce che fisico, in grado di marcare giocatori sia grossi e pesanti che piccoli e rapidi. Ma vediamoli nel dettaglio.

Vlahovic: il classe 2000 corteggiato dalle big europee

Vlahovic si è affermato su alti livelli in Serie A, diventando uno degli attaccanti più richiesti vista anche la giovane età del serbo: solo 21 anni. Con la maglia della Fiorentina ha segnato 35 gol in tutte le competizioni. Arrivato nel 2018, le prime due stagioni sono state un po’ opache. Ma la scorsa stagione il fiore è sbocciato: ben 21 gol messi a referto. Quest’anno è già a 4, anche se 3 sono stati segnati su calcio di rigore (complessivamente in Serie A è a 10 su 10). Per lui parlano i numeri: con Haaland è l’unico classe 2000 ad avere segnato più di 30 reti nella massima serie nazionale. E sempre insieme a Haaland, Lewandowski e Messi è uno dei 4 bomber dei 5 massimi campionati europei ad avere superato i 20 gol nell’anno solare 2021.

Il serbo contro il Napoli ha segnato in una sola occasione (Koulibaly non era in campo). Il 18 gennaio 2020, in uno dei momenti più bui dell’era De Laurentiis, quando la Fiorentina espugnò l’allora San Paolo con il risultato di 0-2 con gol di Chiesa e Vlahovic.
È sicuramente uno dei giocatori a cui il Napoli dovrà fare più attenzione domenica pomeriggio, anche se la Fiorentina ha anche altri elementi da tenere d’occhio. Ed è per questo che gli azzurri faranno affidamento sul solito Koulibaly.

Koulibaly: un muro al servizio di Spalletti per fermare Vlahovic

Il senegalese sta disputando una delle migliori stagioni in azzurro, anche se il numero di partite è esiguo per dare giudizi. Gigante in difesa, goleador in attacco (2 gol segnati conditi da 1 assist). Il giocatore che Spalletti definisce “il comandante”. È lui che comanda la difesa, l’impostazione di gioco, e anche i livelli di intensità in campo. Quando è in giornata (e lo è spesso), la sua sola presenza alza i livelli di attenzione e concentrazione di tutto il reparto. La sua conferma si può considerare il miglior acquisto estivo del Napoli.

Le sue parole ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta contro lo Spartak Mosca forse non sono piaciute molto ai tifosi azzurri: “Secondo me abbiamo pensato alla gara di domenica ed è sbagliato. Questa sconfitta ci può servire molto per tenerci con i piedi per terra”. Le partite vanno giocate una alla volta, ma sulla seconda parte siamo completamente d’accordo.

Vlahovic contro Koulibaly dunque. Da una parte un giovane in un momento radioso, dall’altra uno dei migliori centrali al mondo. È certo che non in tutte le occasioni vedremo i due nella stessa azione, il calcio è uno sport di squadra fatto di episodi e fattori situazionali e non un duello personale. Ma è altamente probabile che vedremo un bel po’ di uno contro uno tra il senegalese e il serbo. Non resta che aspettare il verdetto del rettangolo di gioco, sperando che a sorridere al 90′ sia il muro azzurro.

Potrebbe anche interessarti