7 vittorie per 7 segreti: quali fattori hanno funzionato nel Napoli

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La temuta trasferta fiorentina si è conclusa nel migliore dei modi. Altra vittoria portata a casa per un totale di 21 punti dopo 7 giornate di campionato. Finora nessun punto lasciato per strada, nessuna squadra ha avuto il piacere di muovere la classifica quando ha incontrato il Napoli sul suo cammino. Qualcuna ci stava riuscendo, ma poi ha dovuto arrendersi.

I tifosi azzurri si divertono, ma in pochi osano pronosticare il piazzamento finale del Napoli o dire quanto possa durare questo momento. Non solo per scaramanzia, ma anche perché sarebbe un semplice pourparler, data la quantità enorme di partite ancora da giocare. Ma comunque pourparler sia. Ora c’è la sosta per le Nazionali, e possiamo fare un primo bilancio. Se le vittorie sono state 7, cerchiamo i 7 fattori (chiamiamoli segreti) del Napoli di Spalletti 2021/22 per quello che abbiamo visto fino ad oggi, non in ordine di importanza.

Napoli, 7 vittorie per 7 segreti

1. Provarci fino alla fine

In 10 uomini per tutta la gara contro il Venezia e un rigore sbagliato, situazione di pareggio col Genoa a 5′ dalla fine, primo tempo terminato in svantaggio contro la Juventus, difficoltà ad uscire dal pressing della Fiorentina e in svantaggio nel punteggio. Aggiungiamoci anche il doppio svantaggio contro il Leicester in Europa League. In molte partite il Napoli si è ritrovato in situazioni di difficoltà, ma con la consapevolezza del gioco, con la calma di chi sa che statisticamente la superiorità in campo si traduce in 3 punti in più in classifica (salvo accadimenti casuali che abbiamo visto spesso negli anni), è sempre riuscito a non avere fretta nel rimediare e a trovare il momento adatto per ribaltare la situazione.

2. I calci piazzati

Sono già 5 i gol del Napoli su calcio piazzato (7 se consideriamo i rigori) e molti di questi hanno portato punti che definire pesanti non renderebbe giustizia al loro reale peso specifico. C’è da dire che gli schemi sono riusciti tutti al primo tentativo, ma se hai giocatori di talento può capitare. Complimenti all’allenatore ma soprattutto agli analisti. Tipo chi gli ha passato lo schema del Borussia Dortmund utilizzato per il vantaggio contro la Fiorentina. Non è copiare, è rendere omaggio. Poi capita anche che Kean regali praticamente un gol, forse quello che ha svoltato la stagione napoletana. E allora ringraziamo e andiamo avanti.

3. La rosa a disposizione

La rosa e in particolare i giocatori più importanti per ogni reparto sono a disposizione e in perfetta forma. E nel frattempo si aggregano quei pochi che avevano noie fisiche. Per 3 mesi l’anno scorso il Napoli ha avuto mezza squadra e tutti gli attaccanti fuori, e i risultati si sono visti. Quanto è diverso ad esempio avere un Osimhen a pieno regime? L’abbiamo aspettato, lui sta ripagando l’attesa con prestazioni sempre decisive. A questo ci aggiungiamo il fatto di non giocare ogni 3 giorni per 4 e più mesi, che permette davvero alle squadre di giocare a calcio e non a fare a gara a chi riesce a mettere gli 11 in campo.

4. La scelta di Spalletti e di proseguire un percorso

Il tecnico toscano, di grande esperienza, ha da subito capito di avere in mano una squadra vera. Come lui stesso ha ammesso: “È una squadra già plasmata, negli anni ha già fatto bene”. Prendere un allenatore che utilizza moduli che hanno fatto le fortune del Napoli negli anni era la scelta giusta da fare, dato che per De Laurentiis, Gattuso era praticamente un ex già a gennaio. Bisognava soltanto proseguire per quella strada. Tanto alla fine chi decide le partite sono sempre quelli in campo. E quelli che sono da anni in squadra e ne sono l’ossatura (Koulibaly, Insigne, Mario Rui, Mertens, Ghoulam, Zielinski) sanno già cosa fare.

5. André Frank Zambo Anguissa

È forse presto per dirlo, ma se dovesse continuare così, saremmo di fronte a uno dei migliori acquisti dell’era De Laurentiis. Tecnica, forza fisica, dribbling. Il camerunese gioca con la nonchalance quasi fastidiosa tipica di chi sa il fatto suo e ne sa più di altri. Difficile pensare a un centrocampo senza di lui adesso. C’è sempre stato il suo zampino in queste 7 vittorie, dato che è stato tra i migliori in campo in ogni singola partita giocata (5 per lui). Anguissa è arrivato in sordina e per riempire un centrocampo orfano di Demme, infortunatosi durante una maledetta amichevole estiva. Paradossalmente da una situazione sfortunata ne è nata una molto fortunata. Capita, non a caso di proverbi per indicare una cosa del genere ce ne sono un po’. Ma per il fattore fortuna si veda il punto 7.

6. I tifosi allo stadio

La presenza dei tifosi cambia tutto. Ora ha senso fare distinzione tra una partita casalinga e una partita in trasferta. I giocatori esaltano il Maradona e il Maradona esalta i giocatori. Una spinta reciproca che ci fa tornare indietro nel tempo. Sperando si continui così, evitando fischi alla prima sconfitta. Certo, la presenza di tifosi comporta anche la presenza di individui che tifosi non sono, soprattutto in trasferta. E l’abbiamo visto con gli ultimi episodi di razzismo. Però c’è una coincidenza. Quando si verificano episodi del genere, solitamente, gli azzurri tornano a Napoli con 3 punti in più. Forse chi non crede nel karma dovrebbe cominciare a farlo.

7. Il pizzico di fortuna

Attenzione! Non significa che il Napoli abbia vinto le partite in modo fortunato. Le vittorie sono tutte meritatissime. Significa che avvenimenti casuali, episodi non controllabili, errori arbitrali, non ne abbiamo visti. E quanti ce ne sono stati negli anni? Il palo di Forte del Venezia sull’1-0 sull’unico tiro in porta subito poteva anche entrare. Contro il Genoa l’arbitro poteva anche convalidare il gol di Pandev. Quante altre volte capiterà che la Juve si faccia due gol praticamente da sola in una sfida così importante? Quante volte capita che un rigore sbagliato, dopo una serie di rimpalli, finisca sui piedi di Lozano?

Ecco, semplicemente il Napoli sta raccogliendo ciò che semina durante le partite. E finora nessun fattore esterno o strano ha cambiato le sorti delle partite. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo, l’importante è farsi trovare pronti per continuare su questa strada e non fermarsi a 7 vittorie, che attualmente, non sono niente.

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