Il Napoli risponde sempre sul campo ai cori razzisti: 3 punti fissi

napoli cori venezia

Giustizia divina, karma, possiamo chiamarlo in più modi. La sostanza non cambia, soprattutto questa stagione. Il quasi fisso appuntamento con i cori razzisti nei confronti di Napoli, del Napoli e non solo, coincide con una vittoria azzurra. L’errore sarebbe rispondere all’ignoranza con altra ignoranza, quindi meglio far parlare il campo. E il campo non mente quasi mai.

Ieri prima Victor Osimhen di testa, finalmente tornato a vestire una maglia da titolare, poi Andrea Petagna su una ribattuta praticamente allo scadere, hanno messo a tacere il pubblico veneziano resosi protagonista della solita scontata discriminazione territoriale. Tanto se aspettiamo il giudice sportivo, la sanzione ve la possiamo anche anticipare: 10mila euro di multa e nulla più.

Allora siamo costretti a farci giustizia da soli, con le armi che abbiamo. Col gioco, il dominio, il nascondergli la palla, e alla fine dei 90′ teniamo i loro beniamini sotto nel punteggio. La soluzione è semplice: non facciamoli divertire, perché non lo meritano.

È accaduto già contro Udinese, Fiorentina (più il caso Koulibaly), Milan e ieri Venezia. Ed è sempre arrivata la vittoria azzurra. Quando poi i gol del Napoli arrivano proprio durante i cori, smorzandogli l’urlo in gola, è poesia.

Questa particolare voglia di rivalsa deve essere arrivata anche in Camerun, dove ieri sera il nostro comandante Kalidou Koulibaly ha alzato al cielo la Coppa d’Africa con il suo Senegal, segnando anche il primo tentativo durante la lotteria dei rigori. Fratello napoletano, fratello senegalese.

koulibaly coppa africa

Preferiremmo che questa gentaglia pensasse ad incitare la propria squadra piuttosto che denigrare un popolo con centinaia di anni di storia. Ma se proprio si vuole insistere, ci pensa la giustizia divina a regolare i conti. 10mila euro di multa a voi e 3 punti in classifica a noi. Non va bene così, ma va bene così. Da qualche parte si deve pur cominciare.

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