Plusvalenze sospette, chiuse le indagini: cosa rischiano Napoli e Juventus

La Procura federale ha inviato a 11 società l’avviso della chiusura delle indagini sul primo filone delle plusvalenze sospette. I club coinvolti sono: per la Serie A, Empoli, Genoa, Juve, Napoli e Samp; in Serie B, Pisa e Parma; in Lega Pro, Pescara e Pro Vercelli; infine Novara e Chievo che però sono fallite.

Plusvalenze sospette: da cosa è nata l’inchiesta

Sotto la lente di ingrandimento vi sono 62 operazioni, la maggior parte delle quali effettuate dalla Juventus, in cui gli scambi sono ritenuti sospetti e generatori di plusvalenze. Si tratterebbe in pratica di cartellini “gonfiati” dei calciatori, per mettere in ordine i bilanci delle società. Poiché la Juventus è quotata in Borsa, a voler far luce è anche la Consob, oltre alla Covisoc e alla FIGC.

Cosa rischiano le squadre

Le società coinvolte rischiano il deferimento per illecito amministrativo. In particolare, Juventus e Napoli potrebbero “cavarsela” con una multa salvo sanzioni accessorie da parte della Uefa. Non è da escludere in caso di condanna anche una penalizzazione di 1 o più punti, per violazione dell’articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva che tutela “i principi della lealtà, della correttezza e della probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva”.

Il comunicato della Juventus

La società piemontese ha diramato una nota dove rende conto della propria posizione. Essa recita: “Juventus Football Club S.p.A. (“Juventus” o la “Società”) comunica di aver ricevuto questa sera, unitamente ad altre 10 società di calcio italiane e relativi soggetti apicali, una “Comunicazione di conclusione delle indagini” dalla Procura Federale presso la F.I.G.C. in ordine alla valutazione degli effetti di taluni trasferimenti dei diritti alle prestazioni di calciatori sui bilanci e alla contabilizzazione di plusvalenze, in seguito alla segnalazione della Co.Vi.So.C., per l’ipotizzata violazione dell’articolo 31, comma 1, e degli articoli 6 e 4 del Codice di Giustizia Sportiva. Si precisa che l’atto notificato, riguardante taluni trasferimenti perfezionati negli esercizi 2018/19, 2019/20 e 2020/21, non costituisce esercizio dell’azione disciplinare da parte della Procura Federale. La Società potrà ora avere accesso agli atti e articolare le proprie difese nei termini previsti dal codice, confidando di poter dimostrare la correttezza del proprio operato”.

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