Simeone e Raspadori preparano i susamielli: a giudicare la prova mister Spalletti

Simeone e Raspadori
Simeone e Raspadori

Giovanni Simeone e Giacomo Raspadori sono stati i protagonisti del primo episodio della SSC Napoli Christmas cook-off. I due attaccanti azzurri hanno preparato “susamielli“, tipico dolce del Natale napoletano, insieme alla tifosa Patrizia. A giudicare la prova mister Luciano Spalletti.

Simeone e Raspadori preparano i susamielli

Aaaaah il Natale – scrive la SSC Napoli –  Le luci, l’albero, i regali e…il cenone! Abbiamo sfidato un concorrente a preparare una tipica ricetta natalizia con l’aiuto di due calciatori. A giudicare il piatto? Mister Luciano Spalletti!“.

Il secondo episodio di SSC Napoli Christmas cook-off andrà in onda giovedì 15 dicembre.

Cosa sono i susamielli

Profumati, deliziosi, dal sapore deciso e dalla caratteristica forma ad “S”, i susamielli fanno parte anch’essi della vasta carrellata dei dolci natalizi napoletani.

Le origini di questi biscotti affondano nell’antica Grecia: deriverebbero da ciambelle di sesamo e miele preparate in onore delle dee Demetra e Core dei Misteri Eleusini. Il nome, derivante dal greco “sesamon”, risale al latino tardo “sesamun+mel”. Sono anche conosciuti con il nome “sapienze”: nel Seicento le Clarisse del Convento di Santa Maria della Sapienza erano specializzate nella preparazione di questi dolci. Nelle Prammatiche del Regno di Napoli del 1509 ne fu espressamente vietata la produzione, in quanto la farina, prodotto pregiato e da non sprecare, doveva essere utilizzata solo per produrre il pane.

La ricetta dei susamielli è contenuta nel ricettario del 1788 del cuoco V.Corrado sotto il nome di “susamielli nobili”. Anticamente venivano preparate tre diverse ricette, destinate ai nobili ed i poveri. Quelli che veniva offerti agli zampognari era chiamati “Susamielli dello zampognaro” ed erano costituiti da farina grezza ed ingredienti riciclati, come le bucce degli agrumi. I “Susamielli del buon cammino” erano destinati ai preti ed ai frati e presentavano un gustoso ripieno di marmellata di amarene. La ricetta destinata ai nobili è quella più diffusa ancora oggi.


 

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