Napoli, Beto: il “tric trac” mai esploso

Joubert Beto

Qualcuno lo ritiene un “bidone”, qualcuno un talento inespresso, altri lo ritenevano addirittura meglio di Roby Baggio e Ronaldinho. Di chi staremo mai parlando ?
Parliamo di Joubert Araújo Martins, meglio conosciuto come Beto, il brasiliano classe ’75 sbarcato a Napoli nella stagione 1996-1997. Soprannominato “Tric Trac“, il centrocampista verdeoro non ha avuto molta fortuna in Italia, ma nel corso della sua carriera si è tolto comunque le sue soddisfazioni.

Inizia la sua carriera nelle giovanili del Botafogo, in Brasile, squadra con la quale nel 1996 fa il suo esordio tra i professionisti. Colleziona 10 presenze ma, purtroppo, nessun goal. Riesce comunque ad attirare l’attenzione del Napoli, che lo acquista per la stagione successiva.  All’ombra del Vesuvio, però, non trova molta fortuna: per lui solo 22 presenze, 4 reti e tante critiche. Forse proprio per questo Beto fa subito ritorno in patria, grazie al Gremio che acquista il suo cartellino per 8 miliardi (2 in più rispetto a quanto pagato da Ferlaino).

Con la squadra di Porto Alegre Beto gioca solo 14 incontri e segna 3 goal. Nel 1999 sceglie di passare al Flamengo, poi nel 2000 al San Paolo, ma l’anno seguente è ancora al Flamengo. Nel 2002 il passaggio alla Fluminense, nel 2003 quello alla Consadole. Più che una carriera il suo sembra un tour. L’ultima tappa brasiliana nella stagione 2003-2004 con il Vasco da Gama, dove gioca 33 partite segnando solo 3 goal.

Nel 2004 firma, così, con il Sanfrecce, squadra giapponese, dove risce finalmente a giocare per due stagioni di fila. Ma anche dall’altra parte del mondo giunge puntuale l’epilogo negativo: a seguito di una rissa in un ristorante, viene arrestato ed espulso dal Presidente della società. Beto cambia di nuovo casa: ritorna in Brasile al servizio dell’Itumbiara, dove purtroppo non gioca nemmeno un minuto. Successivamente lo acquista il Brasiliense, poi ritorna con il Vasco da Gama e nel 2009 conclude la sua carriera calcistica giocando prima con il Confiança e poi con l’Imbituba. Nel suo palmarès vanta un argento e un oro in Copa Ameria con la Selecao rispettivamente nel 1995 in Uruguay e nel 1999 in Paraguay. Inoltre, un argento in Concacaf Gold Cup nel 1996 e uno nella Confederations Cup del 1999 in Messico.

Non si sa cosa abbia fatto dal 2009 fino ad oggi, ma in un’intervista rilasciata a TuttoNapoli.net il brasiliano diceva di voler intraprendere la carriera di allenatore o procuratore. Parlando della sua esperienza a Napoli il calciatore ha dichiarato:“Tanti bei ricordi. Città e tifosi fantastici. Il nostro era un gruppo che si allenava in allegria. Avevo un rapporto speciale con Boghossian e Panarelli con i quali, purtroppo, non mi sento da anni.”. In più, ha smentito qualsiasi voce riguardo al suo comportamento fuori dalle righe durante l’esperienza partenopea: “Ogni cosa a Napoli viene ingigantita. Non ho mai saltato un allenamento, mai un ritardo. Tutte bugie sul mio conto”.
“Il ricordo più bello ? Il gol con l’Inter in Coppa Italia”, riproposto qui di seguito:

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