Coppa Italia: Lazio-Napoli, primo passo verso la finale

Lazio-Napoli

Questa sera si recita a soggetto. Lazio-Napoli, le protagoniste sono loro. Nessuno si nasconda. Dalla lotta Champions a quella per la Tim Cup, le coppe quest’anno sono un affare tutto bianco-azzurro-celeste. Fiorentina permettendo.

Se per il terzo posto, però, l’attesa è ancora lunga, quella per la Coppa Italia è praticamente finita. Ore 20:45, stadio Olimpico di Roma. Su il sipario. Due partite e un asso a testa per tornare al punto di partenza. Perché la finale – che anche quest’anno si giocherà nella Capitale – è solo il 7 giugno.

Stasera, nella semifinale d’andata, Pioli e Benitez proveranno a muovere il primo passo per essere lì anche fra tre mesi, al cospetto di Juve o Fiorentina. La Lazio davanti ai suoi tifosi (attesi però in non più di 25.000) probabilmente proverà addirittura a spingere il piede sull’acceleratore e se il piede è quello che Felipe Anderson ha mostrato domenica a Sassuolo sicuramente non c’è da stare tranquilli. O forse sì. Perché all’asso brasiliano gli azzurri potrebbero rispondere picche con Higuain. L’argentino, infatti, ha giustiziato i capitolini sia nella gara di campionato – suo lo 0-1 finale – sia nella passata edizione della Coppa. Allora la semifinale era l’obiettivo, raggiunto nella gara unica del San Paolo proprio dai padroni di casa. Stesso risultato, stesso marcatore.

Occhio, però, a non concentrare tutte le attenzioni soltanto sui due sudamericani, perché entrambe le compagini hanno anche altri giocatori che potrebbero decidere il “primo tempo” della semifinale. Se ci si aspetta un siluro dalla distanza, fari puntati su Candreva e Parolo da una parte e Gabbiadini e Inler dall’altra. Se, invece, preferite la classe, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Mertens guida i giovani di qualità, Klose è solo al comando nella categoria degli “immortali”. Il jolly, comunque, potrebbe sempre venire dalle panchine, con Keita e Zapata tutt’altro che semplici comparse.

A proposito di panchina, interessanti anche i motivi tattici della gara. In campionato fu il Napoli più all’italiana dell’era Benitez, con una squadra molto chiusa e pronta a ripartire. Funzionò alla grande. Per cui il tecnico spagnolo potrebbe optare ancora per questo atteggiamento, considerato anche che un pareggio in trasferta non sarebbe da buttar via. La sua rabbia per domenica sera, però, potrebbe spingerlo ad osare di più. Pioli, invece, non ha molte scelte: vincere è quasi d’obbligo, se il ritorno reca le insegne del San Paolo.

I moduli, comunque, saranno quelli tradizionali. A Berisha, con Marchetti acciaccato (sarà comunque in panchina), il compito di difendere il 4-3-3 biancoceleste, così composto: Basta, De Vrij, Mauricio, Radu; Biglia, Parolo, Cataldi; Felipe Anderson, Klose, Candreva. Grande assente Mauri, infortunato.
Gli azzurri risponderanno col solito 4-2-3-1. Molti più dubbi, però, circolano intorno ai possibili undici napoletani. Benitez potrebbe ridare spazio a Rafael tra i pali, protetto dal quartetto Mesto, Henrique, Koulibaly, e Ghoulam a contendersi il ruolo di anti-Candreva con Strinic, che in campionato lo ricoprì alla grande. Sicuri, invece, i due mediani. Inler e David Lopez, che con l’Inter sarà squalificato, saranno i polmoni del quadrilatero magico Gabbiadini, Hamsik, Mertens, Higuain. Con Callejon e soprattutto De Guzman possibili sorprese.

Non resta che sedersi comodi, pronti ad applaudire due tra le migliori squadre del campionato, per gioco e per posizione in classifica. Sicuramente le migliori di Coppa, visto che le ultime tre (2 Napoli, 1 Lazio) sono in bella mostra nelle loro bacheche.

 

 

 

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