I cori anti-Napoli salvano il Parma

 

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Chi vuole salvare il Parma lanci il primo coro, meglio se “Vesuvio lavali col fuoco”. Già, perché le multe che hanno pagato e pagheranno le società di serie A per simili beceri schiamazzi andranno a finire tutti sul banco del procuratore fallimentare. Cinque milioni di euro per andare avanti fino a maggio. Lo ha deciso, alle ore 15:45, la Lega di serie A. Un’assemblea, quella svoltasi a Milano, convocata proprio per prendere una decisione definitiva in merito alla questione gialloblù.

Ebbene, dopo quasi 4 ore di discussioni la sentenza che tutti attendevano: il Parma è salvo! Ora si salvi chi può dai cori di discriminazione territoriale. Il piano, infatti, consiste nel consentire agli emiliani di disputare le due prossime gare grazie ai soldi di alcuni sponsor legati alla società stessa. Ciò fino al fatidico giorno del 19 marzo, quando si andrà davanti al procuratore fallimentare per sancire a tutti gli effetti l’avvenuto fallimento. Sarà, però, anche l’occasione per dare al “boia” più caritatevole che la storia del calcio e non solo conosca questi fatidici 5 milioni di €. Tanto costerà alla Lega Calcio l’esercizio provvisorio che lo stesso procuratore concederà a Tavecchio, Manenti e ai sostenitori di un’idea disarmante. Pagare gli stipendi, le trasferte e gli alloggi del Parma utilizzando i soldi provenienti dalle multe inflitte ogni settimana dal giudice sportivo alle società per comportamenti scorretti dei propri tesserati e dei propri tifosi.

Tradotto, più falli e insulti ci saranno, meglio sarà. Più fischi e buu razzisti saranno indirizzati ai giocatori, più il Parma andrà avanti. Più cori di discriminazione territoriale si leveranno contro i napoletani (perché è contro di loro che in genere vanno), più il campionato sarà regolare. E’ la decisione democratica di un Paese che permette a chi sbaglia di continuare a farlo, tifosi che insultano e club che falliscono. Nessuno si senta escluso. Dei 19 presidenti di A presenti, infatti, solo 1 si è opposto (Lugaresi del Cesena) e solo 3 si sono astenuti (De Laurentiis, Pallotta e Squinzi del Sassuolo). In 15, invece, hanno votato a favore di questa norma piuttosto anormale. Si salvi chi può!

 

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