Europa League, Wolfsburg: pregi e difetti dei rivali azzurri

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Sfida da capogiro quella uscita dall’urna di Nyon, che ha stabilito gli accoppiamenti per i quarti di finale di Europa League. Alla Fiorentina è capitata la Dinamo Kiev, meno bene è andata al Napoli, che si troverà di fronte il Wolfsburg.

I “lupi” già prima del sorteggio per gli ottavi erano stati etichettati come una della maggiori pretendenti al titolo finale. Non un’eresia, visti i numeri della squadra targata Valskwagen. I biancoverdi sono, infatti, secondi nel campionato tedesco, con un rassicurante + 9 sulla terza (Borussia M’gladbach), mentre non fa praticamente testo il – 11 rispetto alla capolista Bayern Monaco. Eppure ad inizio 2015 la compagine guidata da Hecking è riuscita nell’impresa di battere l’undici di Guardiola per ben 4-1.

Un risultato, assieme al 3-1 e all’1-2 rifilato all’Inter agli ottavi, che mette subito in mostra i punti deboli e forti della squadra. E’ la trequarti il reparto di maggiore qualità. Schurrle De Bruyne sono i calciatori che possono accendere la luce in qualunque momento, anche se ultimamente il tedesco ex Chelsea sembra lontano dal talento ammirato fino all’anno scorso proprio in Germania. Periodo esattamente opposto per il belga, che ha letteralmente spazzato via i neroazzurri dalla competizione grazie ai suoi affondi e alle sue incursioni. All’andata per lui fu doppietta, ieri si è “accontentato” di un assist (per il primo gol). A supportare le sfuriate delle due ali una mediana di assoluto valore, con Luiz Guastavo a rappresentare un mastino difficile da superare, ma bravo anche nella fase di costruzione. Ad averlo un così tra le fila del Napoli.

I pregi dei tedeschi, però, tutto sommato si fermano qui. Perché il Wolfsburg in fondo nella doppia sfida con l’Inter non ha poi brillato più di tanto. Basti pensare a tutte le occasioni che ha lasciato ai suoi avversari. Da questo punto di vista Benitez può dormire sonni tranquilli, perché rispetto a Mancini può vantare un parco attaccanti che in Europa hanno ben poche squadre. Higuain, Gabbiadini, Mertens, Callejon, Hamsik ed il quasi rientrante Insigne saranno una brutta gatta da pelare per i lenti difensori teutonici. I centrali Rodríguez e Naldo sono più volte andati in affanno quando l’Inter ha provato la via della verticalizzazione, figurarsi con i brevilinei di cui dispone il tecnico spagnolo.

Passando ai difensori del Napoli, invece, Bas Dost – 13 presenze e 13 gol in Bundesliga – non è sembrato né Van Basten né Gerd Muller. L’importante è che Raul Albiol e Koilibaly non si facciano infilare alle spalle dagli inserimenti degli esterni, su tutti quelli di Caligiuri. Il tedesco di origini calabresi si è, infatti, rivelato come la vera arma in più nello scacchiere di Hecking, il quale ha costruito la squadra sulla corsa e il recupero palla alto.

Una cosa è certa, viste le caratteristiche del Wolfsburg e del Napoli, lo spettacolo sarà assicurato.

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