Napoli deludente. Società, allenatore e calciatori: tutti colpevoli?

La delusione di questo Napoli. Fallito a Torino si teme il "fuggi fuggi" generale

Abbiamo sofferto, gioito, guardato, giudicato, sperato e alla fine ci siamo arrabbiati, ed ora che il campionato è a una sola partita dalla sua conclusione possiamo dirlo con certezza: il Napoli in questo campionato ha deluso le aspettative.

Quando però parliamo di delusione, non lo facciamo in riferimento a quella che alcuni hanno definito “stagione fallimentare”, una stagione negativa capita a tutti e mancare l’obbiettivo Champions per quanto sia dura da digerire non è di certo la fine del mondo, la grande delusione arriva dalla mentalità della squadra. Il Napoli in più di un’occasione ha dimostrato di avere tutte le carte in tavola per essere effettivamente la squadra che i mass media ad inizio campionato avevano candidato come pretendente allo scudetto ma per essere veramente tale il team partenopeo deve crescere non come organico ma come mentalità di gruppo.

Le delusioni di questo Napoli possono dunque essere raggruppate in tre punti evidenti: calciatori, allenatore e società:

-I calciatori del Napoli hanno deluso perché non hanno mostrato carattere, nei momenti decisivi la grinta della squadra è scomparsa e sebbene le cause possono essere molteplici, da dei professionisti come loro ci si aspettava qualcosa in più. Un’altra grande delusione (forse la più grande) arriva da Gonzalo Higuain, il Pipita è un grande calciatore e le sue doti atletiche non sono in discussione, al Napoli ha dato tanto ottenendo a pieno diritto il titolo di top player, però il carattere dell’argentino lascia un po’ a desiderare: sempre nervoso, a volte svogliato ma sopratutto incoerente. Higuain vuole una squadra di grande livello e vuole la Champions eppure quando ha dovuto prendere la squadra per mano a guidarla con forza verso la vetta più alta si è lasciato sopraffare dal peso del compito. Ora il momento è difficile e la squadra partenopea non ha più molte speranze di entrare in Champions; dopo la disfatta di Torino si teme l’inizio del “fuggi fuggi” generale e quando i giochi saranno fatti si vedrà veramente chi lotta per la maglia azzurra e chi lotta per “la pagnotta”. Inutile dirlo, gli occhi sono puntati sopratutto ancora una volta su Gonzalo Higuain che dopo aver giurato amore al Napoli,  secondo alcune voci, chiede delle garanzie sul progetto tecnico degli azzurri, prima di decidere se restare o meno.

-La seconda grande delusione arriva dal tecnico  Rafa Benitez: lo spagnolo è senza dubbio da podio ma la delusione di Benitez viene da un carattere ostinato che lo ha portato a perseverare nelle sue convinzioni. Il re di coppe e l’uomo che non si sa adattare al calcio italiano sono due risvolti della stessa medaglia, Benitez sotto il profilo internazionale ha portato il Napoli ad altissimi livelli dimostrando che la sua visione di gioco è molto efficace contro gli stranieri di tutto il mondo, eppure se non fosse stato cosi testardo avrebbe potuto realizzare un gioco leggermente diverso per il campionato, un gioco dove una solida difesa è forse più importante di un attacco devastante.

-Il dito però non va puntato su due teste, il Napoli ha deluso a partire dal vertice, il presidente azzurro ed il suo entourage al termine della scorsa stagione si sono mossi male sul mercato e per sostenere tanti impegni quanti il Napoli è stato chiamato ad affrontare, ha bisogno di ben più di qualche cambio “decente”. Ci vuole un panchina forte e pronta a giocare anche solo in seconda linea.  Ma il calciomercato non è stato l’unico errore della società, una squadra per rendere al meglio ha bisogno di un clima sereno e stabile, ed i continui battibecchi tra De Laurentiis e Benitez, nonché qualche screzio anche con i calciatori, non hanno sicuramente contribuito a creare quel clima ottimale precedentemente citato.

In conclusione si può dire, che almeno le colpe di quello che per molti è un “fallimento”, si possono equamente suddividere su tre fronti, che ad oggi hanno un grande antagonista: il popolo partenopeo che è stanco di promesse mai mantenute.

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