L’infortunio che sa di beffa. Zuniga: “Ora sto bene! Voglio aiutare la mia nazionale!”

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Con la fine del campionato è tempo di tirare le somme, di fare un bilancio per poter mettere sul piatto della bilancia le cose positive e quelle negative. Per il Napoli purtroppo, il boccone è amaro e difficile da ingoiare e saranno tante le cose da cambiare o addirittura eliminare per pensare di ripartire con la marcia giusta.

La stagione appena terminata, no ha regalato grandi soddisfazioni al club azzurro, che a fine campionato, si è ritrovato a dover combattere per accaparrarsi un posto ai preliminari di Champions, conquistato poi dalla Lazio. A questo punto tante domande arrivano dai tifosi, tante richieste di quei sostenitori presenti e sempre fedeli che si sono visti offesi nel profondo, da una squadra che non ha dato il massimo. L’apice della beffa arriva nelle ultime ore, quando torna a parlare l’assente per eccellenza, l’eterno infortunato, colui che la maglia azzurra l’ha potuta incorniciare, tanto non è quasi mai stata usata in questa stagione. Si tratta di Zuniga, il colombiano tutto feste e balli caraibici, che strano ma vero è ancora un tesserato del Napoli.

Infortunatosi nella scorsa stagione, Juan Camilo Zuniga col tempo, diventa per il Napoli una figura mitologica difficile da incontrare a causa dei tempi di ripresa sempre più lunghi, ma una cosa già sul finire dello scorso campionato fa sperare i tifosi, la convocazione nella nazionale colombiana. Tutto lascia presupporre un miglioramento o per meglio dire una completa guarigione del calciatore azzurro, ma al ritorno in terra partenopea le cose cambiano nuovamente e il delicato Zuniga si accascia nuovamente al suolo e si avvia verso un altro lungo, lunghissimo periodo di convalescenza. Poche presenze e pochissimi minuti in campo, fanno di Zuniga un vero e proprio lusso per le casse del Napoli, che pagano praticamente a peso d’oro le sue sporadiche prestazioni, arrivando a 5mila euro per ogni minuto giocato.

Il campionato è ormai concluso e come di consueto il colombiano danza a passo svelto verso la nazionale: “Per me in azzurro è stata una stagione complicata, visto che ho avuto a che fare con parecchi infortuni. Però spero di sfruttare al massimo l’opportunità che mi ha dato Pekerman. Ma adesso sto bene. Mi unisco alla nazionale per allenarmi al massimo e per conquistare il posto da titolare. Vengo qui con grande umiltà e spero di aiutare il gruppo e di dare una mano alla Colombia. Mi metto a disposizione di Pekerman Il nostro obiettivo è vincere la Coppa America. Non sarà facile. Ma non è impossibile”. Con queste parole il colombiano si candida alla corte di Pekerman, parole che ai napoletani suonano come beffa, come schiaffi diretti al volto, perché non si capisce come sia possibile che un giocatore che accumula solo 18 partite in due stagioni, a causa di “continui infortuni”, sia sempre pronto a correre e dare il massimo nella vetrina della propria nazionale.

Il presidente De Laurentiis apra gli occhi, per quanto ancora Zuniga deve stare a Napoli pagato profumatamente per un lavoro che non svolge? Ai tifosi questa storia sa un po’ di barzelletta, una di quelle vecchie ormai, che davvero non fa più ridere.

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