La parabola di Moxedano: dalla Coppa Italia al carcere

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19 maggio 2013. La Turris vince, per la prima volta nella sua storia, la Coppa Italia dilettanti. 19 maggio 2015, Mario Moxedano finisce in carcere per il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Dirty Soccer”. Come può cambiare la vita delle persone in così poco tempo.

Lo sa bene Mario Moxedano, uno degli imprenditori più discussi del calcio minore campano. Appena 2 anni fa, veniva accolto come un re a Torre del Greco, promettendo di allestire una squadra che avrebbe raggiunto la Lega Pro al suo primo anno. Promesse che poi non vennero mantenute, con la Turris che chiuse il campionato al 2° posto del girone H di Serie D.

Eppure quell’anno, seppur fosse sfumato l’obiettivo stagionale, la squadra di Torre del Greco riuscì a vincere il primo trofeo nazionale della sua storia, la Coppa Italia. Un 3-1 firmato Vitale, Gasparini e Salvati, che regalava ad una piazza innamorata e calorosa come quella torrese una gioia indescrivibile.

Al termine dei festeggiamenti, in molti riposero le loro speranze in Moxedano, l’uomo capace di regalare un trofeo ad una città troppo spesso abituata alle sconfitte. L’anno seguente, Moxedano continuò a gettare fumo negli occhi dei tifosi, promettendo una squadra da promozione diretta in Lega Pro. Ma anche quella volta, i fatti smentirono l’ex-presidente corallino. La Turris si classificò al terzo posto del girone H di Serie D, facendo peggio dell’anno precedente.

Una stagione caratterizzata da un mercato insufficiente, da una dirigenza in aperta ostilità con la piazza, e molto confusa sul piano tecnico (come dimostra l’esonero a campionato in corso del tecnico Ezio Castellucci). La società si trincerò poi dietro ad un assordante silenzio stampa, parlando attraverso solo dei comunicati stampa, con i quali Moxedano minacciava di portare via il titolo sportivo da Torre del Greco, lasciando la città senza calcio.

Questa, probabilmente, l’unica promessa mantenuta da Moxedano, perché nell’estate seguente la Turris cesserà di esistere. Solo il salvataggio del gruppo messo in piedi da Giugliano, permetterà ai corallini di ricominciare dall’Eccellenza, riuscendo a conquistare la promozione diretta in serie D.

La Turris quindi, dopo 2 fallimentari anni firmati Moxedano, ritorna nel calcio dilettantistico. Un destino simile a quello che è successo alla Frattese. L’imprenditore di Mugnano è andato a fare calcio anche a Fratta Maggiore, con i medesimi risultati raggiunti a Torre del Greco. Anche in questo caso, il divorzio è stato inevitabile. Eppure, proprio dopo l’addio di Moxedano, entrambe le squadre vincono il rispettivo campionato di Eccellenza, ritornando in Serie D. Casualità? Forse.

Oggi Mario Moxedano, assieme al figlio, si trova in galera, per l’inchiesta “Dirty Soccer”. Da questa inchiesta emerge un coinvolgimento di diversi presidenti (Moxedano appunto) calciatori (Raffaele Moxedano) dirigenti e allenatori, nel truccare oltre 27 partite tra Lega Pro. Una parabola discendente quella dell’ex presidente, tra le tante, di Turris e Savoia, che ha del clamoroso, ma che forse ai più attenti osservatori, non desterà poi tanto stupore.

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