Scavi di Pompei. Spuntano dal sottosuolo nuovi tesori

Necropoli di Porta Ercolano
Necropoli di Porta Ercolano

Nonostante i problemi e i dissesti che minano costantemente la sicurezza e l’integrità degli scavi archeologici di Pompei, non bisogna dimenticare che ciò che noi conosciamo è solo la superficie, la punta dell’iceberg, dei tesori che nasconde il sottosuolo del comune vesuviano. Per questo archeologi e ricercatori continuano gli scavi e, ogni tanto, riescono ad arricchire con nuovi reperti il patrimonio storico ed artistico della nostra terra.

E’ il caso dell’importante ritrovamento ottenuto grazie agli scavi realizzati dalla Soprintendenza in collaborazione con i ricercatori francesi del Centro Jean Bérard di Napoli nella Necropoli di Porta Ercolano. Gli archeologi hanno portato alla luce una tomba a cassa del IV secolo a.C., probabilmente da attribuire non ai romani, bensì alla civiltà sannitica. Sappiamo, infatti, che un tempo, prima delle conquiste di Roma, la zona degli scavi era un insediamento dei Sanniti e di altre civiltà indigene che avevano culti particolari legati alla morte e, sopratutto, alle sepolture. Lo stesso concetto di necropoli è un’eredità di popoli pre-romani.

Per sapere di più sul ritrovamento, che sembra includere l’intero corredo funerario, bisognerà aspettare lunedì 21. In un incontro con la stampa il Sovrintendente Massimo Osanna, Claude Pouzadoux, la direttrice del Centro Jean Bérard di Napoli, insieme agli archeologi che hanno lavorato alla necropoli illustreranno dettagliatamente le nuove scoperte. Le dichiarazioni di questa conferenza verranno immediatamente raccolte sul sito ufficiale degli scavi e saranno visibili a tutti gli interessati.

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