Dimagrire mangiando pizza? L’idea di uno chef napoletano…

La pizza non è ritenuto un alimento leggero o dietetico, specialmente da nutrizionisti e dietologi, ma questa “nomea” ci ha fatto dimenticare quanto potrebbe, invece, essere salutare un impasto lievitato naturalmente e condito con ingredienti genuini. L’ha voluto ricordare lo chef napoletano Pasquale Cozzolino, che da anni cura il ristorante di New York  “Ribalta”, uno dei pochi luoghi della Grande Mela in cui è possibile assaggiare la tradizionale pizza nostrana.

Purtroppo, da quando ha iniziato a lavorare lì nel 2011, il cuoco ha dovuto sperimentare sulla sua pelle, e sul suo stomaco, i risultati del cibo tipico americano per riuscire a capire i gusti dei suoi nuovi clienti. Così, fra cheesburger e bibite dubbie, Pasquale ha iniziato a prendere chili su chili, perdendo il suo peso-forma ed iniziando ad accusare disturbi fisici anche gravi.

Pasquale Cozzolino
Pasquale Cozzolino

Per salvare la sua salute e la sua linea, lo chef ha creato una dieta rivoluzionaria basata quasi esclusivamente sulla nostra pizza. La “Pizzadiet” consiste nel mangiare pizza napoletana, ovviamente fatta rispettando tutti i canoni della nostra tradizione, cinque giorni a settimana insieme a verdure in abbondanza. Ovviamente, ad accompagnare il tutto, una buona dose di esercizio fisico. Sembrerebbe assurdo, ma l’uomo in pochissimo tempo ha perso quasi 40 kg tornando al peso che aveva prima di partire.

Come abbiamo detto, l’impasto della sua pizza, lievitato naturalmente, e condito con ingredienti genuini e senza grassi aggiunti può essere considerato un vero e proprio prodotto dietetico. Una vittoria per tutta la nostra cultura alimentare che è stata lodata da moltissimi giornali statunitensi ed è stata commentata dallo scrittore Angelo Forgione nel suo blog. Un traguardo che va ad imporsi a degli americani che, sempre più spesso, considerano “pizza” l’alimento pesante, ricoperto da dubbi formaggi e da carne di ogni tipo che si può trovare in qualunque angolo delle loro città. Addirittura, molti di loro, assaggiando a Napoli la vera pizza, sono rimasti delusi e quasi nauseati dal suo sapore e dalla sua composizione: una particolarità che ci rende ben chiaro quanto la loro concezione di cucina italiana sia distorta e falsificata.

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