Corona: “Gomorra lontana dalla realtà. Spariti i vecchi clan, a Scampia ora comandano…”

Scampia

Quelle che un tempo erano consolidate organizzazioni mafiose si sono trasformate in gang para-militari“. E’ questo il sunto delle parole di Giovanni Corona, pubblico ministero antitangenti della Procura nord di Napoli, che a lungo si è occupato della nota faida di Scampia occorsa dodici anni fa.

Molto diverso lo scenario defilato dallo stesso pm per quel che riguarda il periodo attuale. Nell’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, infatti, Corona parla di un sistema camorristico ormai ridotto all’osso e scalzato da un gruppo di giovani criminali allo sbando, senza progetti, ma con una ferocia non meno pericolosa rispetto a quella mostrata dai clan negli anni scorsi, seppur totalmente diversa.

Un esempio è dato dagli spari di mitraglia ordinati da uno dei nuovi boss della zona a nord di Napoli verso una caserma dei carabinieri, che secondo il pm stonerebbe palesemente con una delle principali regole in uso presso le famiglie della vecchia camorra: “Si tratta di una guerra tra bande che nulla hanno a che fare con la camorra come la conosciamo noi. Stiamo parlando di persone che agiscono in maniera impulsiva, con comportamenti che qualche anno fa sarebbero stati puniti dalla stessa camorra, perché non andare a rompere le scatole alle forze dell’ordine è una delle più vecchie regole mafiose”.

Tuttavia, tali azioni, per Corona non indicano o dimostrano la forza di queste nuove figura criminali, ma ne evidenziano semplicemente l’incapacità di creare delle strutture che possano sovvenzionare a lungo termine i loro scopi, che non sembrerebbero nemmeno così ben delineati: “Sparare contro una caserma è indicativo di come abbiano perso il potere. E’ rimasta loro solo la vigliaccheria delle armi. Questi non hanno mire espansionistiche, non puntano a gestire chissà quali affari. Non puntano a gestire interi quartieri, ma si accontentano anche di isolati, strade o palazzine“.

Le stesse che la nuova serie di “Gomorra” sta nuovamente portando alla ribalta con le prime due puntate già andate in onda. Secondo Corona, tuttavia “questa serie televisiva non è l’artefice di tutti i mali e della degenerazione delle bande. Al contrario, è la rappresentazione di questa realtà“.

Un appunto, tuttavia, il pm si sente comunque in dovere di farlo: “Rispetto alla prima serie ho il timore che Gomorra si stia trasformando in una tragedia shakespeariana, tipo il Padrino. L’immagine del boss che ripudia il figlio è teatrale, è lontana anni luce dalla storia dei clan di Scampia“.

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