Stesa da Poppella, Saviano: “Lo Stato è il protettore occulto della camorra”

Roberto Saviano

Roberto Saviano interviene sulla stesa da Poppella al rione Sanità, questa mattina a Napoli. Lo scrittore di Gomorra ha affidato a Facebook una lunga riflessione sulla sparatoria che ha messo in ginocchio gli imprenditori di dolci napoletani.

“La Sanità in genere non rientra nei percorsi turistici, solo per volontà di pochi, lì si svolgono attività che portano la cittadinanza a occupare attivamente un territorio che invece è tornato nelle mani della criminalità organizzata che tutto vede, tutto gestisce e tutto determina. Non vista, non considerata, ignorata. Meno ne parliamo meglio è”.

Saviano parla apertamente di camorra. “La retorica della Napoli liberata non ha liberato Napoli dalle stese e da un racket opprimente e Poggiani dice una cosa gravissima, credo non priva di fondamento dato che stamane, dopo la stesa, era proprio alla Sanità con Ciro Poppella. Poggiani dice che appena a Napoli un quartiere ricomincia a respirare e ci sono attività commerciali che decollano, arriva il racket della camorra a bloccare tutto. Arriva il racket perché lo Stato non c’è. Assente, non pervenuto”.

Per la conclusione del suo post Saviano trova “inutile l’appello allo Stato perché finalmente renda operative le telecamere di videosorveglianza. Sì, sprecato perché è evidente che lo Stato (fanno eccezione quei magistrati e le forze dell’ordine che lavorano con scarsi mezzi e che sono unica ancora di salvezza in un mare di indifferenza) non ha alcuna volontà di aiutare il rione Sanità, è evidente che lo Stato nella sua inerzia è connivente. È evidente che lo Stato, nella sua inerzia, è il protettore occulto non certo dei cittadini, ma delle paranze che sparano, spaventano e uccidono”.

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